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Province, scatta la protesta dei dipendenti: "Occuperemo la sala del Consiglio Provinciale"

I Sindacati annunciano una giornata di protesta per martedì; a Perugia avrà inizio con l’occupazione della sala del Consiglio Provinciale

Continua la mobilitazione in Umbria di tutto il personale delle Province di Terni e Perugia, accanto a quella già annunciata nelle settimane scorse degli addetti dei centri per l’impiego. I Sindacati Fp Cgil, Uil Fpl e Cisl Fp annunciano una giornata di protesta per martedì 23 maggio, quando in tutta Italia si realizzeranno iniziative di lotta: a Terni verrà proclamata un’assemblea unitaria di tutto il personale, con possibili iniziative fuori dalla sede della Provincia, mentre a Perugia la protesta avrà inizio con l’occupazione della sala del Consiglio Provinciale e verrà poi indetta una conferenza stampa, dove Rsu e sindacati illustreranno la difficile situazione in essere.

"Anche in Umbria – dichiarano i sindacati regionali di categoria – profonde sono le difficoltà finanziarie in cui versano le province di Terni e Perugia, difficoltà che stanno determinando una situazione di estrema criticità nell’erogazione dei servizi, alla quale si aggiungono le condizioni di notevole precarietà che sta vivendo tutto il personale impiegato, penalizzato pesantemente, anche da un punto di vista salariale, dopo i tagli estremi che si sono succeduti negli ultimi anni. Il decreto Enti Locali 50/2017 è un'occasione persa da parte del Governo per poter finanziare i servizi erogati dalle Province e quindi insufficienti sono le risorse per garantire la manutenzione ordinaria delle strade e scuole e i servizi per la tutela ambiente”.

I sindacati denunciano lo “smarrimento" della politica locale rispetto al comparto delle funzioni locali. "Che sia ancora l’effetto del NO al referendum costituzionale, che ha determinato la bocciatura del processo di riforma istituzionale avviato negli anni precedenti?”, si chiedono i sindacati. "Di certo - concludono - questo atteggiamento che da Roma scende a cascata sui territori sta determinando una disorganizzazione dei servizi pubblici erogati ai cittadini, carenze di risorse finanziarie, umane e strumentali. La mancata risposta politica degli ultimi mesi è solo a discapito dei cittadini e dei lavoratori”.

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