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Gli ex dipendenti al Mise

Gli ex dipendenti al Mise

Una cooperativa di ex dipendenti Perugina vuole riportare in vita la vecchia produzione e "salvare" l'indotto

Il progetto presentato al Ministero dello Sviluppo nell'ambito della vertenza Nestlè-Perugina. Il vice-ministro dà il suo ok: prossima tappa incontro con la multinazionale

Positivo, fattibile. Insomma molto interessante. Il giudizio porta la firma del vice-ministro Teresa Bellanova che ha accolto - al Mise - la delegazione degli ex dipendenti dello stabilimento Perugina di San Sisto che vogliono mettere in piedi il progetto di Workers by out (i lavoratori che rilevano le aziende in crisi e non) mettendo in campo una coopertativa (in grado di assorbire anche l'eventuale personale in esubero della Nestlè).

Un gruppetto "perugina" che vorrebbe fabbricare e rilanciare quei prodotti storici - soprattutto cioccolatini- che sono finiti fuori produzione. Il portavoce degli dipendenti della Perugia-Nestlè, Francesco Falcinelli, all'uscita dal Ministero ha spiegato che il progetto va avanti e con il sostegno del Governo: "Il viceministro ha un giudizio molto positivo sul progetto ed è per questo che si impegnerà in prima persona per favorire un incontro con noi, le istituzioni e i vertici di Nestlè-Perugina per approfondire il progetto e capire se c'è la disponibilità della multinazionale di mettere a disposizione il brand di questo prodotti".

Falcinelli è convinto che una parte dell'antica produzione può avere ancora mercato dato che vive nella memoria e nei ricordi di tantissimi perugini e non solo. Un progetto che vuole far crescere l'indotto del settore cioccolato e allo stesso tempo, trattandosi di prodotti di qualità, rafforzare il marchio e il buon nome del mondo dello stabilimento di San Sisto. Esulta anche il deputato del Movimento 5 Stelle Tiziana Ciprini, in prima linea con gli ex dipendenti Perugia. "La Regione Umbria - ha spiegato il deputato 5 stelle - che in un precedente incontro con i promotori della new coop ha mostrato freddezza sostenendo l’idea irrealistica di ‘voler puntare all’obiettivo licenziamenti zero’, non deve essere di ostacolo a tale iniziativa ma, al contrario,  deve farsi portavoce e porre in essere tutte le misure necessarie per favorire l’ambizioso progetto, come farà il governo nazionale. Basti guardare all’esempio della Francia, dove è accaduto un fatto analogo, per cui la Fralib ha ottenuto l’utilizzo del marchio della nota multinazionale Unilever, con il pieno appoggio del governo. Il risultato? Un grande successo come Worker by out dei lavoratori che hanno rilevato il marchio e continuato a produrre, salvando occupazione e territorio".

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