Emigrati, il progetto Brain Back: il 62% vorrebbe tornare entro 2 anni

Presentato al Consiglio Regionale per l'emigrazine il progetto "Brain back" per il rientro in Umbria di lavoratori e ricercatori emigrati. Il 62 per cento vorrebbe rientrare entro due anni

E’ stata colta l’occasione del Consiglio regionale per l’emigrazione, che si concluderà lunedì a Perugia, per presentare ai rappresentanti degli emigrati umbri il progetto “Brain Back" che, promosso dall’Agenzia Umbria Ricerche, ha l’obiettivo di  contrastare la "fuga dei cervelli” grazie alla creazione di condizioni favorevoli al rientro nel territorio umbro di ricercatori e lavoratori emigrati.

“Si tratta di un progetto innovativo e sperimentale – ha spiegato il direttore di AUR, Anna Ascani – che si pone tre obiettivi principali: studiare il fenomeno emigratorio, favorire il rientro in Umbria di ricercatori e lavoratori emigrati, supportare la creazione di nuove imprese nel territorio regionale da parte degli emigrati, attraverso percorsi di consulenza specialistica e l’erogazione di incentivi. Successivamente alla raccolta dei dati degli Uffici AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) dei 92 comuni umbri, si è passati all’analisi del fenomeno attraverso il questionario Keep in Touch.

Voglia di tornare- I primi risultati confermano la volontà da parte della metà degli emigrati umbri intervistati di tornare nella terra di origine e ben il 62% vorrebbe farlo entro due anni. Il 54% afferma anche che tornerebbe in Umbria per aprire un’impresa, legata soprattutto alle attività professionali, scientifiche e tecniche. Inoltre, gran parte degli intervistati dichiara di avere già attivato rapporti con imprese ed istituzioni umbre e ciò si riflette sull’obiettivo principale del Progetto e cioè sulla possibilità di costruire e supportare reti permanenti tra emigrati umbri e mondo produttivo, culturale ed istituzionale regionale.
 
Il progetto – ha aggiunto Ascani - avrà un ulteriore sviluppo con la pubblicazione sul sito www.brainbackumbria.eu di un’area riservata dedicata alle imprese, all’interno della quale le imprese potranno entrare in contatto con i giovani umbri che hanno risposto ad un apposto questionario e hanno inviato il proprio curriculum. Ciò per favorire lo scambio di esperienze e promuovere collaborazioni tra imprese umbre e giovani che dalla nostra regione sono emigrati”.

 L’avviso pubblico nel Bur- E' inserito nel Bollettino della Regione Umbria (n.49 del 4 dicembre – Parte Terza), è  rivolto agli emigrati di origine umbra per nascita, per discendenza o per residenza che abbiano maturato un periodo all’estero per motivi di studio  o  di lavoro non inferiore a 24 mesi e che intendano avviare, entro tre mesi dalla data di assegnazione del contributo, un’attività d’impresa o di lavoro autonomo con sede legale ed operativa in Umbria”. Sono previsti contributi nella misura massima di 20 mila euro, comunque non superiori all’80% del costo del progetto. Sono ammissibili a finanziamento le spese di costituzione, di inizio attività, per la fidejussione bancaria/assicurativa, le consulenze e investimenti in beni materiali e immateriali, come software di natura specialistica, licenze, marchi, diritto di brevetto ed altri diritti di proprietà industriale, costi di ricerca e di pubblicità, portale WEB e attività connesse.  I progetti potranno essere presentati all’AUR fino al 30 maggio 2013.

 

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