Precari da 18 anni nei comuni: tante promesse, zero certezze... tutti a casa!

Dalla Regione sembrava prossimo il rinnovo per 32 tecnici che stanno lavorando ancora alla ricostruzione sismica nei piccoli comuni dell'Umbria. E invece non ci sono certezze tranne che dal primo gennaio se ne staranno a casa...

Le promesse sono tante, come le dichiarazioni su una futura stabilizzazione dopo un periodo di transizione. La realtà è un'altra: i lavoratori precari del pubblico impiego, assunti ai tempi del sisma 1997, dopo 18 anni di servizi nei comuni minori per la ricostruzione non riprenderanno servizio il prossimo 1 gennaio 2016. Una situazione assurda che si abbatte su trentadue lavoratori assunti dai comuni di Nocera Umbra, Valtopina, Vallo di Nera e Santa Maria Tiberina. 

Mentre decine e decine di lavoratori assunti, sempre ai tempi del terremoto, da anni sono a tempo indeterminato o nei comuni o direttamente alle dipendenze della Regione. I precari rimasti non hanno nessuna certezza sul rinnovo del contratto: si parla addirittura di farli assumere da società esterne per svolgere le stesse mansioni nel pubblico. Parole, parole e basta.

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"È necessario che si faccia subito chiarezza - hanno scritto i sindacati Cgil, Cisl e Uil -  che la Giunta risponda con trasparenza e responsabilità a questa emergenza, così come è necessario che anche i sindaci si assumano le proprie responsabilità. In attesa di risposte ed azioni concrete i lavoratori precari continueranno il presidio di fronte a Palazzo Donini, in piazza Italia a Perugia, non escludendo ulteriori azioni di protesta.
 

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