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Post Pandemia, gli operatori sanitari ora chiedono rispetto in busta paga e in turni più giusti. "Il nostro lavoro è usurante"

Trattativa in corso per il rinnovo del contratto nazionale di categoria. Le richieste e le rivendicazioni dei Cobas dell'Umbria

Gli eroi del Covid 19, come sono stati ribattezzati nei momenti drammatici della pandemia, ora attendono il ricoscimento ufficiale del loro lavoro nel rinnovo del contratto nazionale di categoria. Stiamo parlando dei dipendenti della sanità pubblica: non solo più soldi in busta paga ma anche maggiori assunzioni di personale per garantire turni rispettosi dei lavoratori. In prima linea per il rinnovo ci sono anche i Cobas dell'Umbria che ha fatto richieste chiare: "Per quanto riguarda la retribuzione crediamo sia il momento di introdurre un meccanismo che leghi lo stipendio degli operatori sanitari al costo della vita,di raddoppiare il valore di tutte le indennità contrattuali piuttosto che introdurre anacronistiche indennità legate ai profili professionali".

La pandemia ha dimostrato secondo i Cobas che gli operatori sanitari vanno di fatto inseriti e indennizzati perchè devono "essere compresi nella categoria dei lavori usuranti". "Il contratto nazionale della sanità - hanno spiegato dai Cobas - del comparto del 2016/18 ha introdotto un unica importante novità,il riconoscimento del tempo necessario per il cambio divisa,questo grazie anche alle tante sentenze dei vari tribunali sul territorio nazionale a cui molti sanitari si sono rivolti. Ad oggi in molte strutture sanitarie non esiste ancora un regolamento che preveda un monte ore relativo al tempo di cambio divisa. Il riposo degli operatori sanitari è essenziale per assicurare la qualità della prestazione lavorativa".

Dai Cobas arriva una precisa richiesta anche al Governo nazionale e alla Regione: "Le risorse stanziate per finanziare il Piano nazionale di ripresa e resilienza debbono essere impiegate per colmare le grandi lacune negli organici del personale sanitario e per una profonda riforma della medicina di base che deve svolgere la sua azione di prevenzione e cura attraverso strutture territoriali come le case della salute aperte 24 ore dove medici ,infermieri ed altri operatori sanitari rispondano alle esigenze primarie di salute decongestionando i pronto soccorso dove afferiscono moltissime persone in codice bianco".

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