Borghi più Belli di'Italia, ripartire dal turismo di prossimità dopo il Covid-19

Come tutto il settore del turismo e degli eventi, anche i piccoli borghi sono al palo, ma secondo Fiorello Primi, presidente dell'associazione nazionale, la strada per ripartire con il vantaggio c'è

Sicurezza ed esperienza devono essere il punto di forza per un grande rilancio della promozione dei nostri territori, azzerati dalla crisi economica data dal Covid-19. Lo dice Fiorello Primi, presidente dei Borghi più Belli d’Italia, in un’intervista a Fuoriporta.  

"Tutta l’economia in generale, ma in particolare turismo e cultura, con l’emergenza Covid 19 sono messi a dura prova. Difficile valutare in cifre la perdita del settore al momento: di certo si può dire che turismo e tutte le attività collegate sono praticamente azzerati. Alcuni aspetti positivi riguardano piccoli negozi nei Borghi più decentrati che, causa l’impossibilità e il timore di spostarsi, hanno conosciuto un periodo abbastanza florido con famiglie intere che hanno scelto di vivere lì il lockdown nelle seconde case."

I Borghi, piccoli centri, dal canto loro, stanno soffrendo, ma a corto e medio termine potrebbero essere avvantaggiati dal ritorno di un turismo di prossimità. Le chiavi per promuovere questo rilancio, secondo Primi, dovranno essere ospitalità nella sicurezza e possibilità di offrire una vacanza diversa dal solito.

"In concreto -afferma Primi - le misure di sicurezza da adottare saranno certamente quelle che verranno indicate dal Governo e dalle Regioni per le strutture ricettive, i servizi di ristorazione, i musei e, sempre che sia possibile effettuarli, per le attività di spettacolo e intrattenimento. Altra questione sono i protocolli di sicurezza di accesso al Borgo per evitare problemi e timori a chi nel Borgo vive e lavora". 

“I Borghi più belli d’Italia” ha coniato lo slogan “La Bellezza in Sicurezza”, per spronare i Sindaci dei vari territori a mettere in campo tutte le misure e i presidi necessari a garantire la sicurezza di chi arriva e di vive nel Borgo. 

L’associazione sta anche lavorando per redigere un protocollo standard per la sicurezza del Borgo.

Cosa sta facendo l’Associazione I Borghi più belli d’Italia per sostenere le realtà associate?

"Sta puntando su comunicazione social tramite gli account Facebook (Borghi Più Belli d’Italia), Istagram (#borghitalia) e Twitter (#borghitalia), oltre al portale (www.borghipiubelliditalia.it), mezzi che raggiungono già oltre i due milioni di follower. Inoltre ci saranno spazi di visibilità in vari programmi RAI e una rivista (Borghi Magazine) in edicola ogni mese. I vari Borghi nel contempo si danno da fare per avere visibilità all’interno delle proprie realtà sempre nell’ottica del turismo di prossimità. E’ evidente che l’unico modo per fare promozione è l’utilizzo del web e di tutte le opportunità che esso fornisce. E’ per questo che ci siamo dotati, da circa due anni, di un social team manager che gestisce professionalmente le attività. In questo momento è in corso un Contest Istagram (#consigliounborgo) che sta avendo un enorme successo mentre il nostro gruppo su Facebook cresce di circa 1.300 persone al giorno".

Per quanto riguarda il ritorno degli eventi, dipenderà dall’evoluzione dell’epidemia e dalla possibile sconfitta del virus. Saranno sicuramente le ultime attività a partire, salvo casi dove sia prevista la presenza di poche persone. Su questo tema, il presidente dei Borghi più Belli d'Italia è laconico: "Mi auguro che nel futuro non dovremo abituarci alle feste on line…"

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