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Perugina, sei mesi per evitare i licenziamenti di massa: "Trattativa al palo"

Nestlé non arretra e conferma il piano industriale, la Regione conferma le risorse: il vice ministro Bellanova stila la "road map", sei mesi di tempo

Sei mesi di tempo per salvare 364 posti di lavoro a San Sisto. Ma non sarà semplice. La trattativa per la Perugina, al momento, è al palo. Inchiodata “a causa della posizione di stallo fra  Azienda e Sindacati, senza alcun avvicinamento rispetto ai temi in discussione”, spiega una nota della Regione Umbria.

Uno stallo alla messicana tra Nestlé, sindacati e istituzioni al tavolo per la vertenza al ministero dello Sviluppo Economico. Così il viceministro Bellanova ha stilato una road map “per arrivare entro sei mesi alla prospettiva condivisa di attuazione del piano industriale che le istituzioni auspicano possa concludersi senza alcun licenziamento”.  In più “è stata prevista l’istituzione di tavoli di monitoraggio bimestrali presso il Mise, il primo dei quali è in programma il 9 novembre”. Ma è il dialogo che manca. Qui nessuno indietreggia.  

Ministero e Regione Umbria, spiega ancora la nota di Palazzo Donini, “hanno riconfermato l’interesse ad attuare  tutti gli strumenti di politica industriale che possano andare nella direzione auspicata.  Da parte loro, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale,  Antonio Bartolini,   hanno  infatti ribadito  l’impegno della Regione Umbria a mettere in campo  risorse che, a sostegno di investimenti in innovazione e ricerca, possono concorrere a supportare il piano di sviluppo del sito produttivo di San Sisto. Marini e Bartolini, nell’esprimere preoccupazione per l’attuale andamento della vertenza, hanno inoltre auspicato che, in particolare la multinazionale possa cogliere le opportunità finanziarie offerte dalle istituzioni al fine del rilancio produttivo della Perugina e del mantenimento dei livelli occupazionali.  Il sindaco Romizi ha infine sottolineato  l’importanza della ripresa del dialogo e del confronto fra sindacati ed azienda per una positiva conclusione della vertenza”. 

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E Nestlé? La multinazionale conferma in toto, in una nota ufficiale, il piano per San Sisto. In altre parole, non arretra di un passo: “Gli investimenti da 60 milioni per l’ammodernamento della fabbrica e lo sviluppo di Perugina in Italia e all’estero con l’export di Baci come simbolo del Made in Italy sono stati tutti confermati. Le accuse di inadempienza o di ripensamenti rivolte all’azienda sono stati totalmente smentiti in sede ministeriale”.

E poi c’è la questione dei 364 esuberi: “Per quanto riguarda la gestione responsabile degli esuberi  che, come già annunciato, si determineranno con la fine della cassa integrazione, per scongiurare il rischio licenziamenti cogliamo favorevolmente l’invito del Vice Ministro Bellanova a impostare il dialogo ripartendo dagli impegni sottoscritti presso il Ministero del Lavoro l’11 gennaio 2017: confronto su eventuali modifiche dell’organizzazione del lavoro nonché percorsi di formazione e riconversione professionali per favorire la continuità occupazionale o la ricollocazione dei lavoratori coinvolti”.

E ancora: “Siamo convinti che il piano presentato nel 2016 per il rilancio del sito perugino e per il suo sviluppo sostenibile, rappresenti la miglior scelta per prenderci cura del business e delle nostre persone”, ha dichiarato Massimo Ferro, Corporate Strategy Director. “Il Gruppo Nestlé due anni fa ha definito gli investimenti e il tempo per fare di Perugina un hub internazionale per la produzione di cioccolato premium. Già ora il 40% dei volumi di San Sisto dipendono dalle commesse delle altre consociate europee. Con l’aiuto di tutti, vogliamo perseguire l’obbiettivo di dare un futuro sostenibile allo stabilimento di Perugia”, ha concluso Massimo Ferro.

E i sindacati?  “Un incontro interlocutorio quello che si è svolto oggi al Mise. Tuttavia grazie alla grande mobilitazione dei lavoratori, di politica, istituzioni e società civile locale, per la prima volta l’atteggiamento monolitico dell’azienda ha vacillato. Per la prima volta non sono stati rimessi sul tavolo i numeri degli esuberi”. Lo dichiara Mauro Macchiesi, Segretario nazionale Flai Cgil, al termine dell’incontro al Mise. “Nel merito siamo ancora lontani da una soluzione, ma abbiamo apprezzato la disponibilità di Ministero e Regione a mettere risorse sul Piano industriale per implementare sviluppo e ricerca. Chiederemo un tavolo di confronto presso Confindustria Umbria e seguitiamo a mantenere alta l’attenzione su tutto il Gruppo Nestle’. Ci auguriamo da queste ore - conclude Macchiesi- di poter ragionare su altro che non siano gli esuberi e speriamo che l’azienda colga l’invito del Viceministro Bellanova a non procedere con azioni unilaterali”.

Il prossimo “round” è fissato al 9 novembre. Tutti di nuovo intorno al tavolo del Ministero, con 364 esuberi che pesano come piombo.

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