Perugina, l'allarme del Movimento 5Stelle: "Nessuna traccia del tavolo Nestlé-Governo"

Parola dei deputati umbri Ciprini e Gallinella: "Il rischio è che la Nestlé voglia ridurre lo stabilimento di Perugia a un piccolo polo"

“Il Governo si era impegnato ad “attenzionare” lo stabilimento della Perugina di San Sisto a Perugia, avviando un confronto con la proprietà della Nestlè. Non abbiamo ricevuto una risposta chiara e netta. E anche del tavolo di confronto che avrebbe dovuto attivare il Governo a tutt’oggi non c’è traccia, poiché il Governo sta ancora “acquisendo ogni elemento utile di conoscenza“e la nostra domanda di conoscere se sapesse quali sono le reali intenzione della multinazionale svizzera in merito alla sorte dello stabilimento perugino è caduto nel vuoto”.

Parola dei deputati umbri Ciprini e Gallinella del Movimento 5Stelle. Insomma, nulla si muove, secondo i pentastellati. E la situazione, secondo loro, peggiora minuto dopo minuto: “Negli ultimi tempi si assiste a un calo dei volumi produttivi costante. Nel 2014 sono stati attivati i contratti di solidarietà per evitare i licenziamenti, abbassare il costo del lavoro e rendere la perugina più competitiva. Ma a fronte dei sacrifici dei dipendenti la Nestlè Italia rimane in una posizione di attesa, invece che puntare sullo sviluppo e il rilancio dei prodotti”.

E ancora: “All’interno della fabbrica gli indizi di smantellamento sono abbastanza chiari: stanno dismettendo il reparto caramelle. La macchina che serviva a produrre la caramella “Cinzia” è stata trasformata in fioriera. E’ evidente che manca da parte della multinazionale una politica produttiva e commerciale di rilancio dello stabilimento di San Sisto. Alcune linee di produzione non sono più utilizzate, meno personale impiegato nelle lavorazioni e attività della mensa aziendale ridotta”.

Il rischio, dicono Ciprini e Gallinella, “è che la Nestlé voglia ridurre lo stabilimento di Perugia a un piccolo polo dove si producono solo i baci. Grazie a una nostra interpellanza il governo si era impegnato a aprire un tavolo sul caso perugina. Ma ad oggi ancora non è stato avviato e il Governo sta a guardare. Occorre sapere se c’è un piano industriale serio che abbia come obiettivi prioritari il potenziamento produttivo dello stabilimento perugino e la salvaguardia dei livelli occupazionali ma il Governo nulla ci ha detto in merito”.

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