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Dalla sfiducia alla speranza, con i dati 2015 sulla qualità della vita Perugia torna a correre

Dieci giorni fa il Sole 24 Ore aveva certificato un crollo di 30 posizioni ma i dati riguardavano la provincia e il 2014, ora arriva la classifica de La Sapienza-Italia Oggi con i dati dell'anno in corso. E la situazione si capovolge. Ecco tutti i particolari. Male Terni

Da una crescente sfiducia verso il futuro ad un inaspettato ritorno di speranza per il 2016 che è ormai alle porte. Il tutto ad una decina di giorni di distanza. Il tutto per colpa o grazie a due autorevoli, seppur differenti nei parametri, ricerche sulla qualità della vita, lavoro, servizi, ambiente ed economia stilate (la prima) dal Sole 24 Ore (la seconda) da La Sapienza per il quotidiano economico Italia Oggi. Quest'ultima, uscita in edicola oggi, è l'unica che usa i dati del 2015 e non quelli "datati" 2014 come invece fatto dal Sole 24 Ore. Inoltre la Sapienza-Italia Oggi ha valutato ben 84 indicatori (il doppio del giornale rivale) prima di stilare la classifica finale. 

Detto questo che era fondamentale, la classifica generale parla chiaro:  la città di Perugia insieme alla sua provincia si attesta ad un buon 39esimo posto superando città come Ancona, Pisa, Bologna, Rimini, Ferrara e Livorno. Il giudizio complessivo è di colore verde che nella discalia vuol dire "accettabile". Ma la cosa più importante, dopo il tracollo previsto ma con i dati 2014 del capoluogo dal Sole, è che addirittura rispetto all'anno prima invece c'è una risalita in classifica: recuperate 4 posizione. Con i dati 2015, dunque, ritorna la fiducia anche perchè Perugia è tornata a correre dopo gli infortuni e la crisi economica. 

Non si può dire lo stesso di Terni e provincia: 78esima posizione nel 2015 per qualità della vita e un calo di ben 24 posizione rispetto al 2014. Dietro a realtà come Frosinone, Benevento, Salerno e Barletta e Potenza che sono invece quasi tutte in crescita. Il giudizio complessivo per Terni e provincia è stato dato con il colore rosso che equivale a "scarso".

Nella sotto-classifica (fondamentale per riaccendere la speranza nel 2016) "Affari & Lavoro" il capoluogo umbro e la sua provincia si trovano in 50esima posizione e anche in questo caso sono state scalate 5 posizioni ottenendo un giudizio "accettabile" per volume di occupati e nuovi occupati. Il tasso di disoccuopazione è in calo ma oggettivamente resta alto soprattutto in provincia: 11 per cento. Terni invece arretra: dal 58esimo posto al 62esimo. Tasso di disoccupazione: 12,18 per cento. Boom di imprese registrate a Perugia nell'ultima anno: oltre la soglia delle 10mila e il che permette di conquistare la 25esima posizione nazionale.  Bollino rosso per l'occazione dai 15 ai 24 anni: giudizio scarso, posizioni perse e poche opportunità di lavoro nell'immediato. 

Nella classifica Ambiente Perugia entra nei top 20 (recuperando due posizioni), Terni invece al 53esimo (perdendo 13 posizioni).  Il capoluogo umbro è addirittura al nono posto per l'uso del mezzo pubblico e 25esima nella controversa, dopo le indagini in discarica su compost e altro, raccolta differenziata. 

Sul sistema salute, su servizi finanziari e scolastici, sanità, strutture sportive, associative e tempo libero Perugia e la sua provincia ottengono risultati alti: giudizio "giallo" ovvero il massimo "buono" restando sempre nelle prime 30 posizioni della classifica nazionale. In linea Terni ma confinato nella migliore delle ipotesi a metà classifica. 

Riaccendere la speranza per il 2016 con questi dati, molto complessi e articolati, è possibile anzi è doveroso. Perchè Perugia è tornata a muoversi dopo essere rimasta in ginocchio. Ora bisogna recuperare posti occupazionali: perchè senza di questi non ci può essere una ripresa economica e sociale accettabile e duratura. 

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