Perugina in crisi, un accordo per salvare il salvabile: esuberi confermati, ma garanzie per un nuovo inizio per i "tagliati"

In 150 costretti ad un part-time, pensionamenti, uscite volontarie e ricollocazioni in altre aziende con un contratto dignitoso. Ecco cosa cambia alla Perugina

La Nestlè non torna indietro sugli esuberi alla Perugina di San Sisto dal 30 giugno 2018. Ma nell'ennesimo incontro, dopo aver ricevuto rassicurazioni sulla ricollocazione e indennizi del personale da tagliare, i sindacati - Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil - insieme alla Rsu Perugina, alla fine hanno firmato l'accordo con Nestlé Italia, rappresentata dal direttore del personale Stefano di Giulio, dal responsabile relazioni industriali Gianluigi Toia e dal direttore tecnico di stabilimento Francois Pointet.

L’obiettivo dell’accordo è quello di accompagnare e tutelare i lavoratori in questa difficile fase di gestione degli esuberi voluti da Nestlè - spiega Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil dell’Umbria - Per questo abbiamo guardato in primo luogo alle ricollocazioni esterne decise dall’azienda, cercando di entrare nel merito di questi percorsi per garantire ai lavoratori, oltre a un indennizzo adeguato, la reale opportunità di una continuità occupazionale e di un lavoro dignitoso. A questo scopo - continua Greco - abbiamo chiesto e ottenuto un ruolo di vigilanza della Rsu di San Sisto, che sarà direttamente impegnata (già da lunedì) in incontri con le aziende coinvolte nelle ricollocazioni, per valutare nel merito le offerte, le condizioni e soprattutto la prospettiva, mettendo paletti chiari sulla stabilità e sulla solidità dei contratti che verranno attivati". 

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C’è poi la partita dei passaggi a part-time a 6 mesi: “Anche qui abbiamo chiesto e ottenuto che a fronte del sacrificio che questi 150 lavoratori dovranno affrontare vi sia un congruo riconoscimento in termini economici da parte dell’azienda e soprattutto che a queste lavoratrici e lavoratori spetti prioritariamente la possibilità di incrementare il proprio lavoro non appena si presentino le condizioni in fabbrica, attraverso la crescita che il piano di investimenti dovrà necessariamente innescare”.
 
Il nostro obiettivo stante la volontà irremovibile di Nestlè di confermare gli esuberi - conclude Greco - era ed è quello di garantire una gestione chiara e trasparente delle ricollocazioni e dei part-time, per assicurare una scelta vera ad ogni lavoratrice e ad ogni lavoratore, senza forzature e senza lasciare nessuno indietro. Pensiamo che l’accordo firmato stasera vada in questa direzione”.
 

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