La Perugia medievale straordinaria location per il cinema: parola del cast de "Il nome della rosa"

La discussione su Perugia e cinema è avvenuta direttamente al Love Film Festival. Una grande opportunità economica. Si torna a chiedere l'istituzione di Umbria Film Commission

La Perugia medievale al centro dell’obiettivo mediatico come straordinaria location per il cinema. Ne ha dato conferma l’atteso incontro col regista e il cast tecnico della produzione della fiction “Il nome della rosa”, dal formidabile romanzo di Umberto Eco.  A dialogare col patron di LFF Daniele Corvi, il regista Giacomo Battiato, il fotografo e film maker Fabio Lovino, Anna Zaneva, responsabile del casting. Ma, soprattutto, due perugini doc, Marco della Torre e Luca Rosati, che hanno svolto il ruolo di aiuto registi della mega produzione, venduta in ben 136 Paesi del mondo.

Il production designer Daniele Procacci italo-statunitense introduce amabilmente un figurante del film in costume da frate: un tocco di fiction congeniale all’appuntamento. Alla presenza di un pubblico qualificato, gli ospiti hanno rivelato retroscena, aneddoti, spigolature di preparazione e realizzazione. Il discorso si è concentrato su Perugia, sul territorio regionale e sulle sue caratteristiche che ne fanno luogo ideale per le riprese.

Marco della Torre ha raccontato l’emozione di lavorare nella propria città, anche se ne aveva già fatta esperienza per la fiction Rai su Luisa Spagnoli, sebbene in veste di addetto alla produzione. Luca Rosati aveva lavorato nella Vetusta (in particolare al Museo del cioccolato Perugina) in “Lezioni di cioccolato 2”. Entrambi sono portatori di una decisa volontà di portare Perugia fra le regine delle location per fiction.

Grandi emozioni riferite con spontaneità e accompagnate dall’efficace slide del fotografo Fabio Lovino, che ha raccontato per immagini alcuni significativi momenti delle riprese. Riflessioni anche sulle ricadute economiche legate alla permanenza della troupe di ben 250 persone. Ricordi perugini di mattinate assolate e pomeriggi frustati dalla pioggia. Dotta diegesi storica del Maestro Battiato su argomenti francescani, su storia perugina di papi morti ammazzati, sul pauperismo e il ruolo dei catari nella storia della chiesa.

Il tutto condito da interventi del pubblico, fra i quali sono da segnalare quelli di Adriana Galgano che da sempre si adopera per una più efficace e sistematica presenza del lavoro multimediale nella nostra regione. Stamane, appunto, all’hotel La Rosetta si è discusso intorno a una legge sui lavoratori dello spettacolo. Ed è stato inevitabile parlare dell’Umbria Film Commission che è come l’araba fenice: dovrebbe esserci ma ancora… non l’ha vista nessuno.

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