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Arginare la fuga dei "cervelli" da Perugia: una buona idea c'è! Una sede "agevolata" per le start-up

Dal 2014 la proposta è stata approvata - prevede una sede e i servizi di consulenza gratuiti di Comune, Regione, Università per agevolare i giovani imprenditori e giovani laureati - ma è rimasta nel cassetto. Ora si rilancia per dare una scossa al mondo del lavoro locale...

La delibera è ferma dal 2014 nonostante fosse stata approvata dal Consiglio comunale. Correvano ancora i tempi del sindaco Waldimiro Boccali e il Pd era in maggioranza. Il tema era di quelli belli che coniugano giovani-lavoro-start up. In pià il rilancio del centro storico  dove bisogna trovare, secondo il progetto, un contenitore vuoto dove creare un incubatore di impresa. Che tradotto vuol dire: uno spazio agevolato dove far crescere progetti di nuove imprese tecnologiche, di servizio e altro ancora. Il tutto corredato dal supporto di associazioni di categoria, Sviluppumbria, Comune, Regione, Università e liberi imprenditori. Il progetto è stato già approvato, manca soltanto la sua attuazione, come si era già scritto. Per l'ulteriore passo in avanti stavolta il consigliere comunale del Pd Bori - già promotore dell'iniziativa all'epoca - si affida al sindaco civici più centrodestra, Andrea Romizi, alla presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e al Magnifico Rettore Moriconi. 

"In molte città italiane - ha spiegato Bori - con caratteristiche universitarie simili a Perugia, sono stati realizzati da anni vari Incubatori d’Impresa: luoghi e progetti per accelerare lo sviluppo di imprese attraverso una serie di risorse di sostegno e di servizi specifici, sviluppate ed offerte sia tramite l’incubatore che attraverso la sua rete di contatti. Iniziative che hanno l’obiettivo di favorire con ogni mezzo la creazione di nuove imprese e nuovi posti di lavoro, in grado di invertire l’attuale crisi economica e l’elevata disoccupazione".
 
Il Comune e il pubblico dovrebbe mettere a disposizione la sede fisica, accessibile tramite selezione di merito, a disposizione di giovani neolaureati e studenti in cui ottenere servizi di base quali: uffici, internet, servizio di segreteria, servizio di stampa, corsi di formazione, assistenza economico-legale.

In centro di contenitori vuoti ce ne sono anche troppi e quindi garantire una sede, pur essendo un costo, non sarebbe di certo una impresa. "Da questo punto di vista utile valutare la possibilità di rigenerare e riqualificare uno degli stabili inutilizzati presenti nel Centro Storico (a titolo esemplificativo l’ex cinema Lilli, l’ex-carcere di Piazza Partigiani, l’area ex-Coin ex-Standa, il teatro Turreno, la caserma di via Corso Garibaldi o il Mercato Coperto) o nei quartieri limitrofi (ex-Tabacchificio, zona di Via del Giochetto) destinandolo ad ospitare l’“Incubatore d’Impresa”.

L’incubatore d’impresa, già presente in altre parti del Paese, offre uno sbocco professionale a tutti i laureati interessati a mettere alla prova le proprie capacità, i propri insegnamenti e la propria idea imprenditoriale non solo promuovendo la cultura di impresa ma, potenzialmente, diventando una vera e propria attrattiva per gli studenti che vogliono iscriversi in una Università che non offre solo un’alta formazione ma si preoccupa anche dell’accesso al mondo del lavoro. Il Pd dunque impegna il sindaco per trovare un accordo con gli altri enti e l'Unipg al fine di poter mettere in piede la futura cittadella selle start-up. Sarà la volta buona?

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