Ora anche gli agricoltori umbri con l'acqua alla gola: 60 milioni di crediti da incassare dal "pubblico"

E come se non bastasse la Regione e la Provincia non pagano i tantissimi danni provocati dai cinghiali

L'agricoltura umbra a corto di liquidità a rischio sia per i pagamenti comunitari che debbono ancora ricevere ben 60milioni di euro - a cui vanno aggiunti oltre 7 milioni di euro bloccati per le assicurazioni contro le calamità naturali - oltre che i danni da fauna selvatica subiti e calcolati in un milione di euro. Coldiretti Umbria torna a denunciare con forza, dopo le tante iniziative e mobilitazioni nel corso degli ultimi anni e in particolare negli ultimi mesi, una situazione non più sostenibile per l’agricoltura regionale.

"Non avere garanzie sui tempi di incasso dei contributi - ribadisce Coldiretti - rappresenta un grande elemento di penalizzazione per gli imprenditori, con ulteriore aggravio di costi e quindi contrazione del reddito aziendale, che colpisce tutti i comparti".

Parte degli aiuti del Fondo sociale europeo costituiscono, tra l’altro, il giusto compenso che la politica comunitaria riconosce in virtù di impegni precisi presi dagli imprenditori, in merito alla salvaguardia del territorio, alla sicurezza alimentare e al benessere degli animali. 

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"Ma una burocrazia asfissiante - sottolinea Coldiretti - continua a bloccare risorse vitali per le aziende del territorio: per questo occorre senza se e senz arrivare ad un completo e rapido allineamento delle domande da liquidare e consentire anche a tanti giovani che scommettono nel comparto, di poter disporre di regole, risorse e tempi certi, per avviare le proprie imprese. Non da ultimo - conclude Coldiretti - il fronte dei danni provocati dalla fauna selvatica alle imprese: milioni di euro anch’essi ricadenti sulle spalle degli imprenditori, disponibili ad ogni sforzo, anche intervenendo direttamente, per arrivare ad un contenimento della specie più dannosa, ovvero quella dei cinghiali".

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