Olio umbro, per salvarlo da falsi e furbetti i i produttori lanciano l'unione

Una rete - spiega Coldiretti - che vedrebbe ancor di più i produttori moltiplicare l’impegno per accrescere le potenzialità per un prodotto sano e sicuro, una filiera trasparente, vera espressione del territorio locale.

Promuovere una “rete” di produttori per valorizzare ulteriormente la produzione di olio DOP Umbria, rilanciandone l’immagine attraverso le sue peculiarità principali: qualità, tracciabilità e trasparenza dei processi.Questo l’obiettivo di un incontro svoltosi a Perugia, tra i produttori olivicoli aderenti alla Coldiretti Umbria, rappresentanti di una larga fetta della produzione regionale di olio extravergine di oliva DOP.

Una rete - spiega Coldiretti - che vedrebbe ancor di più i produttori moltiplicare l’impegno per accrescere le potenzialità per un prodotto sano e sicuro, una filiera trasparente, vera espressione del territorio locale.Nel corso dell’iniziativa - riferisce Coldiretti - che ha fatto il punto sullo stato del comparto e sulle sue prospettive, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca che lo hanno interessato, è stato ribadito come proprio il legame con il territorio e la qualità del prodotto, siano presupposti imprescindibili per questo vero e proprio “ambasciatore aggiunto” della regione anche al di fuori dei confini nazionali.

Tra gli obiettivi fissati dai produttori olivicoli nel prossimo futuro - spiega ancora Coldiretti - quello di giungere a un “Piano Olivicolo” che possa rilanciare il settore, dal lato dei consumi ma anche sul fronte dei prezzi all’origine, che ancora non soddisfano le legittime aspirazioni degli imprenditori agricoli umbri.

Tra le varie ipotesi allo studio - aggiunge Coldiretti - oltre alla creazione di una rete di imprese, quella di comuni linee di marketing e di modalità di produzione condivise, ma anche l’impegno per un intervento deciso a livello istituzionale, affinché il prossimo Programma di Sviluppo Rurale, possa accrescere la capacità promozionale del settore e quindi di penetrazione nei mercati nazionali e internazionali. Nelle prossime settimane - conclude Coldiretti - il tavolo di lavoro dei produttori olivicoli entrerà nella fase operativa, stilando anche le tempistiche degli interventi programmati.

In Umbria, secondo elaborazioni Coldiretti, si trovano quasi 7,5 milioni di piante di olivo che coprono oltre 27.000 ettari e permettono di produrre mediamente circa 90.000 quintali di olio extravergine l’anno (circa il 10% DOP); mentre l’incidenza del comparto sulla PLV agricola regionale è di circa il 6%.

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La D.O.P. dell’olio extravergine di oliva Umbria, istituita nel 1997, è l’unica denominazione italiana estesa all’intero territorio regionale, che è stato suddiviso in cinque sottozone (Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli del Trasimeno, Colli Amerini e Colli Orvietani). Altro snodo essenziale della qualità dell’olio umbro, è il numero dei frantoi: circa 250, che, con una presenza così capillare sul territorio, permettono la frangitura immediata delle olive, senza che queste si deteriorino per una presenza troppo lunga in magazzino prima della lavorazione.

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