"Affitto di poltrona e di cabina", al via a Perugia una nuova opportunità di lavoro per parrucchiere ed estetiste

La misura è stata approvata dalla Giunta comunale per favorire l'ingresso nel mercato del lavoro di giovani qualificati per queste professioni e scoraggiare l'economia sommersa

Il Comune di Perugia annuncia una importante novità per il settore commercio, in particolare destinata ad acconciatori ed estetisti. E' stata infatti approvata dalla Giunta comunale l'istituzione del cosiddetto “affitto di poltrona”, rivolto agli acconciatori, e dell’affitto di cabina, dedicato agli estetisti. Di che cosa si tratta?


Questo progetto, ormai una realtà negli Stati Uniti e nel Regno Unito, consente al titolare di un’impresa artigiana di affittare uno spazio all’interno della propria attività ed una parte delle attrezzature a giovani professionisti acconciatori ed estetisti, che siano già in possesso di abilitazione professionale. 

Quali documenti sono necessari

Per l’avvio dell’attività è richiesta, ai sensi del d.lgs. 222 del 2016 la sola presentazione della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) in cui dovranno essere indicati:

  • le generalità del concedente e dell’affittuario,
  • l’indicazione del locale e degli specifici spazi in cui l’affittuario opererà in affitto,
  • le dichiarazioni sul possesso di tutti i requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività (antimafia, professionali, ecc.).


Questa iniziativa, che rappresenta un’assoluta novità per il territorio umbro, secondo il modello del coworking nel settore bellezza e benessere tanto diffuso negli Usa, presenta numerosi vantaggi. Da un lato consente una riduzione dei costi di gestione da parte degli operatori già in attività attraverso l’affitto delle proprie strumentazioni (poltrone e cabine), mentre dall’altro permette ai giovani professionisti, privi delle disponibilità di risorse per
organizzare un’impresa, di accedere a costi contenuti al mondo del lavoro autonomo con un significativo risparmio dell’investimento iniziale necessario per l’acquisto di sedi e attrezzature.
Inoltre l’iniziativa ha il pregio di contrastare i fenomeni di abuso ed irregolarità che alimentano la cosiddetta “economia sommersa”, provocando ingenti danni al tessuto economico.
Nel contempo il progetto consente di ridurre in maniera considerevole sia il lavoro nero, spesso esercitato a domicilio senza alcuna garanzia in termini igienici e fiscali, sia i rischi per la salute, favorendo al contrario il rispetto dei requisiti d’igiene e sanità, e delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

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