Economia

Perugina in crisi, la Nestlè sui 340 da ricollocare: "Nessun tradimento: nel piano approvato c'era scritto..."

I vertici della multinazionale respingono tutte le accuse e ribadiscono che tutto faceva parte del Piano industriale a cui è stato affiancato quello sociale. Ecco come ricollocare il personale...

Nessun tradimento sull'accordo firmato un anno fa sul rilancio della produzione della Perugina e sulla riorganizzazione del personale. I vertici di Nestlè hanno respinto qualsiasi accusa e in direttamente hanno ribadito che i sindacati e le Rsu erano a conoscenza del piano sociale che va di pari passo con quello industriale. Lo hanno detto nel corso della riunione di crisi in Regione e lo hanno messo nero su bianco sulla loro nota ufficiale.

"Il piano industriale - si legge - concordato lo scorso anno prevede investimenti per lo sviluppo commerciale e l’ammodernamento degli impianti produttivi, nonché un dettagliato piano sociale che si propone di conseguire il necessario riequilibrio degli organici entro il termine della Cassa Integrazione,  attraverso la ricollocazione professionale interna al Gruppo o presso altre aziende del territorio, l’incentivo all’esodo e il prepensionamento".

Insomma dei 340 a rischio lo sapeva la contro-parte quando firmava l'accordo. Almeno secondo i vertici nazionali della Nestlè. I dipendenti lo sapevano quando il piano è stato presentato in assemblea? Nestlé ha confermato la volontà di dare immediato avvio ai percorsi formativi che coinvolgeranno a vario titolo tutti i lavoratori e che, come previsto dall’accordo del 7 aprile 2016, saranno prioritariamente rivolti a perseguire la ricollocazione professionale all’interno del Gruppo Nestlé, o presso aziende del territorio, incentivando sia i lavoratori sia le aziende che li assumeranno.

"Intendiamo - concludono dalla Nestlè - perseguire per tempo il necessario riequilibrio occupazionale, nel pieno rispetto delle intese sottoscritte, evitando che questo squilibrio determini – tra un anno –una situazione di esubero irreversibile. La riteniamo una nostra precisa responsabilità nei confronti delle persone alle quali non sarà possibile assicurare la continuità occupazionale presso l’Unità di Perugia, per proporre ed incentivare l’adesione a nuove soluzioni occupazionali".
 

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