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Movimento 5 Stelle al sindaco Boccali: "Sulla Gesenu perche tanto silenzio?"

L'arresto per frode del socio di maggioranza - inchiesta romana estranea all'azienda umbra - fa chiedere al movimento cosa intende fare il Comune per il futuro della Gesenu anche in fatto di servizi e tariffe rifiuti a carico dei cittadini

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Movimento 5 Stelle di Perugia che interroga il Comune sul futuro della Gesenu dopo gli arresti per frode del maggiore azionista della società partecipata. Di seguito la nota. 

Come intende gestire il Comune di Perugia i rapporti con GESENU SPA in seguito all’arresto del presidente della società di maggioranza relativa?Associazione per delinquere, traffico di rifiuti, frode in pubbliche forniture,truffa e falso ideologico sono alcuni dei reati contestati a Manlio Cerroni, “dominus” dei rifiuti in Italia e titolare di un gruppo di società che operano nel settore e che ha guadagnato (in media, fonte Corriere della Sera) un miliardo di euro l’anno.

Tra le società controllate a cascata dal Gruppo Sorain Cecchini - di cui Manlio Cerroni è presidente - risulta anche GESENU SPA; società a capitale misto pubblico-privato fondata nel 1980 tra il Comune di Perugia (azionista al 45%) ed appunto il Gruppo Sorain Cecchini (azionista al 55%) - fonte GESENU SPA, link: https://www.gesenu.it/CategoriaMedia.aspx?idc=110&explicit=SI) .

Al di là del fatto esclusivamente tecnico per il quale GESENU SPA non risulta, fino ad oggi, coinvolta direttamente nelle indagini, resta il fatto che il presidente della Holding che controlla GESENU SPA risulta inquisito per reati gravissimi contro l’ambiente ed il patrimonio, reati che riguardano le medesime attività che svolge GESENU SPA. Chiediamo che il Comune chiarisca quale posizione intenda prendere al riguardo, anche alla luce dell’inefficienza e del costo del servizio offerto da GESENU SPA.

Ci farebbe piacere sapere se il Comune intenda o meno confermare la propria partecipazione, impegni ed investimenti di soldi pubblici in una società nel cui controllo, seppur indiretto, sono coinvolte persone sul cui operato gravano simili dubbi, se intenda o meno ridiscutere il contratto di servizio con una società (peraltro) in gravi difficoltà finanziarie, se intenda rivedere modalità e costi di un servizio ritenuto insoddisfacente ed oneroso dalla maggioranza dei perugini, se intenda o meno attivare un processo di discussione partecipata sulla della gestione dei rifiuti aperto a tutta la Cittadinanza.

Ci auguriamo che non si ripeta lo stesso comportamento che già nel 2008 e nel 2009 ha portato il Comune a non fare nulla, neanche a costituirsi parte civile, stante le condanne in I° grado in sede penale comminate all’amministratore unico di GEST ing. Giuseppe Sassaroli per inquinamento ambientale nel 2008 e per smaltimento illecito dei rifiuti nel 2009; nonostante fosse stato accertato lo sversamento di percolato inquinante e tossico dalla discarica di Pietramelina nelle acque del torrente Mussino. Non solo il Comune non chiese le dimissioni dell’ing. Sassaroli ma lasciò che venisse poi messo a ricoprire il ruolo di amministratore unico di GEST SRL.

E con l’occasione ci piacerebbe anche sapere perché l’ing. Sassaroli in qualità di amministratore unico di GEST SRL firmando la convenzione con il Consorzio ATI 2 (dove è capofila il Comune di Perugia) si è impegnato a rispettare la contrattazione di II° livello (“ … mantenere inalterati i benefici e i diritti riconosciuti ai singoli dipendenti, derivanti dagli accordi integrativi aziendali e/o territoriali …” - art 20, comma 2 della convenzione) mentre in qualità di direttore generale di GESENU SPA ha unilateralmente sospeso la contrattazione di II° livello mettendo a rischio una non trascurabile quota dello stipendio dei dipendenti ? Perché il Comune socio al 45% di GESENU SPA non è intervenuto ?

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