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Economia

Ministro Profumo a Perugia, Boccali gli chiede di salvare l'Accademia

Nel giorno della presentazione del bando su Smart City, il Ministro Profumo invita l'Umbria ad investire in tecnologia e ricerca. Boccali chiede incontro per fondi per l'Accademia di Belle Arti

La nuova occupazione passa per la tecnologia e la sua traduzione in produzione. Ne è sicuro il ministro dell'Università e della tecnologia, Francesco Profumo, che oggi è stato ospite a Perugia nel giorno della presentazione del bando Miur su Smart City. "Anche in Umbria - ha spiegato alla presenza del sindaco Wladimiro Boccali e il presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini - ci sono tutte le caratteristiche, i cervelli e i supporti (in primis l'Ateneo perugino) per creare un nuovo clima culturale che permetta di creare un nuovo filone di una tecnologia esportabile e che dia lavoro".

Il Ministro Profumo indica anche la strada agli enti locali per sfruttare al meglio le risorse a disposizione: "Già oggi ma in futuro ancora di più non sarà possibile avere a disposizione fiumi di risorse di natura pubblicha. Dobbiamo imparare a spenderle meglio e a investirle meglio. Ci sono i fondi strutturali e quelli europei dove l'Italia non brilla nel saperle sfruttare e utilizzare al meglio; da qui dobbiamo invertire la rotta creando innovazione che possa essere, nel caro dei servizio ai cittadini, un bene comune".

Ma cambiare vuol dire anche modificare certi vizi tutti italiani e in parte anche umbri secondo il Ministro Profumo: maggiore trasparenza amministrativa non solo sulle risorse spese, una internazionalizzazione maggiore, uno scambio continuo - un sorta di mix di sangue culturale diverso - con l'Europa soprattutto in fatto di studi e cervelli e infine tornare a trovare nuove soluzioni all'altezza del genio italiano. Un clima nuovo che il Ministro sta portando avanti anche grazie al blocco dei tagli alla ricerca che inizialmente il Governo Monti aveva messo in conto nella spending review.

Ma l'incontro perugino di Profumo è servito anche per portare un po' di acqua al mulino delle istituzioni perugine. Boccali ha chiesto un tavolo con Roma per ragionare sul futuro dell'Accademia delle Belle Arti di Perugia i cui bilanci sono in sofferenza anche per la mancanza di fondi nazionali. Al momento Comune, Provincia e Regione garantiscono la sopravvivenza con fondi diretti all'Accademia ma con il taglio ai bilanci pubblici c'è il rischio che non sia più possibile garantire l'apertura dell'accademia.

"Dal 2003 ad oggi - ha scritto nella lettera consegnata al Ministro, il sindaco - nessun contributo nazionale è arrivato, ad eccezione di 400 mila Euro versati nel 2007. Boccali ricorda anche che intanto l’ Accademia ha promosso accordi con il Conservatorio di musica per una collaborazione didattica e di strategie, e che è in corso il tentativo di aprire la “Pietro Vannucci” al mercato, soprattutto estero: in questa direzione va l’ importante commessa ottenuta da musei cinesi per la realizzazione di copie bronzee di alcuni pezzi pregiati del museo dell’ Accademia. Nell’ incontro chiesto al Ministro Profumo, Boccali sosterrà un intervento del governo “a favore di una istituzione culturale che fa parte della storia della comunità perugina e umbra e che, per il suo passato, merita certamente di avere anche un futuro”.

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