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Umbria nel baratro, oltre 60mila senza lavoro, la Marini a caccia di fondi Europei

La Cgil dell'Umbria è alla presa con il 12 congresso in corso a Foligno nell'auditorium di San Domenico. I dati della crisi sono mostruosi in Umbria. La Presidente Marini dà la linea per riportare il lavoro al centro del dibattito politico e sindacale

"Dobbiamo rimettere al centro dell'agenda della politica la questione lavoro e sviluppo. Ciò riguarda la nostra piccola Umbria ma anche l'Italia e l'Europa". Ne è convinta la presidente della Regione Catiuscia Marini intervenendo al congresso umbro della Cgil a Foligno. Per la Marini bisogna "creare le condizioni per nuova occupazione, perchè ci sia un nuovo sviluppo.

Ciò deve avvenire pensando non solo a politiche che puntano a sgravi fiscali. Politiche che aiutino e accompagnino la ristrutturazione del sistema industriale italiano". La Marini e il suo staff sta lavorando ad un piano per conquistare più Fondi Comunitari possibili dato che è iniziata la programmazione a livello Europee dei nuovi budget.  

Il segretario Bravi  ha ricordato i numeri della crisi in Umbria: sono 41mila i disoccupati, 23mila gli scoraggiati (Neet) e 21mila i cassintegrati. E a questi, si devono aggiungere circa 35mila lavoratori che subiscono una condizione di forte precarietà.

"Su questo crinale sociale estremamente critico e fortemente a rischio - ha detto Bravi - deve intervenire una azione forte e collettiva, che appunto si chiama Piano del lavoro. Un Piano che si pone i seguenti obiettivi: stabilizzazione di tutti i lavoratori precari; emersione del lavoro nero; definizione di uno strumento di controllo degli appalti, contrastando la logica del massimo ribasso e della non applicazione dei contratti; garanzia sulla copertura degli ammortizzatori, per scongiurare un ricorso massiccio ai licenziamenti".

La Cgil regionale (oltre 120mila iscritti) arriva a questo importante appuntamento, al quale partecipano 346 delegati dai posti di lavoro di tutta l'Umbria, al termine di un percorso fatto di quasi 1.200 assemblee di base nei luoghi di lavoro - riferisce un comunicato del sindacato - e dopo aver celebrato i congressi di categoria e delle due Camere del lavoro di Perugia e Terni.

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