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Lunedì, 27 Maggio 2024
Economia

Umbria, manovra Remix: quattro nuovi bandi della Regione per aiutare le imprese

Le aziende potranno accedere ad una serie di contributi differenti per realizzare progettualità in tutti i filoni maggiormente strategici per la loro crescita dimensionale

Aziende e territorio, la manovra Remix, lanciata ad agosto dalla presidente della Regione, Donatella Tesei, e dall’assessore allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, non si arresta e pubblica altri quattro bandi per le imprese. 
“Rispettiamo l’impegno che ci siamo presi con le aziende. Avevamo promesso una grande manovra a favore degli investimenti più strategici entro l’ultimo semestre del 2023 e abbiamo rispettato il nostro impegno. Dopo lo Smart Attack, con cui nel 2021 abbiamo dato uno stimolo fondamentale agli investimenti, moltissime imprese ci hanno chiesto di continuare in questa direzione, e Remix è una risposta concreta e ambiziosa alle realtà che vogliono continuare a crescere”. 

Ricerca, innovazione, export e investimenti 4.0, sono i filoni strategici per la crescita delle aziende. Con Remix le imprese, sia quelle più strutturate che le realtà micro, potranno accedere ad una serie di contributi proprio per realizzare progettualità che seguono queste tendenze. 

I bandi pubblicati verranno tutti gestiti da Sviluppumbria, il cui Amministratore Unico, Michela Sciurpa, ha evidenziato che: “L’amministrazione ci ha dato un mandato molto chiaro: quello di essere concretamente al fianco delle imprese. In questi mesi, prima dell’apertura delle piattaforme per presentare le domande, faremo quindi un lavoro incessante di diffusione delle misure e assistenza, per garantire a ciascuna impresa che voglia crescere di poter cogliere questa importante occasione di sviluppo”.

Entrando nel dettaglio dei bandi, sono quattro le misure pubblicate nel BUR rispetto ai sette avvisi che complessivamente compongono la manovra.
Il Bando Ricerca è un bando dedicato sia a PMI che a grandi imprese che realizzino progetti di ricerca industriale e forma sperimentale, sia in forma singola che congiunta. La grande novità rispetto al passato è che le grandi imprese potranno realizzare esclusivamente progetti in forma aggregata, in cui un’impresa non può superare da sola il 70% delle spese dell’intero progetto.

I progetti ammissibili saranno progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con maturità tecnologica elevate che riescano, quindi, a raggiungere il mercato in tempi brevi. Inoltre, le specifiche attività di ricerca industriale possono raggiungere una percentuale massima del 30-35% sull’intero progetto. Per quanto riguarda, invece, le spese ammissibili, vi rientrano quelle per il personale impiegato nel progetto, il costo delle attrezzature e i servizi di consulenze, e i progetti potranno andare da un minimo di 120.000 euro a un massimo di 1.500.000 di euro, nel caso di imprese singole, e da un minimo di 400.000 euro a un massimo di 2.000.000 di euro, per le imprese aggregate.

I progetti verranno selezionati con procedura a graduatoria che terrà conto di: sostenibilità finanziaria e finanziaria dell’impresa, occupazione di personale altamente qualificato, collaborazione con organismi di ricerca e sostenibilità ambientale.

Rispetto alle premialità, oltre a quella garantita per le imprese a prevalenza femminile e per le imprese in aree di crisi, compare per la prima volta la premialità riferita a progetti nell’ambito dei biomateriali e nanomateriali e a progetti che abbiano le caratteristiche per ottenere un brevetto. La prima di queste premialità risponde alla volontà dell’amministrazione di rafforzare la specializzazione regionale sui materiali innovativi, nanostrutturati e bio, specializzazione su cui l’Università di Perugia sta creando due spoke di ricerca grazie ad un progetto Pnrr, sostenuto dalla Regione anche con un recente protocollo di intesa. La seconda, quella sulla brevettabilità dei progetti, punta a valorizzare quella ricerca che abbia tutte le potenzialità per ottenere un brevetto e che quindi possa contribuire ad abbattere un deficit strutturale della Regione, quello del basso numero di brevetti annuali depositati. Al bando sono destinati 5 milioni di euro, che potranno essere elevati successivamente e sarà possibile iniziare a precompilare la domanda dal 6 novembre 2023 per poi inviarla nel periodo dal 15 novembre al 17 gennaio 2024.

Oltre al Bando Ricerca, per la prima volta le micro e piccole imprese operanti nei settori della strategia di specializzazione intelligente della regione, potranno beneficiare anche di un voucher per servizi di consulenza orientati a supportare l’innovazione di prodotto e processo.

Il bando permette di avvalersi di molteplici servizi, dallo sviluppo di nuovi concept, l’analisi dei bisogni dei clienti, la validazione dei propri prodotti e del proprio modello di business, fino alla definizione delle specifiche tecniche o al supporto alla prototipazione. La misura copre il 50% dei costi dei progetti di consulenza, che andranno da 15.000 euro a 60.000 euro e alle imprese non sarà richiesto di anticipare tutta la spesa progettuale, bensì di pagare solo il proprio 50%, condizione per la quale il restante 50% verrà versato da Sviluppumbria direttamente al consulente o ai consulenti.

Inoltre, per garantire la massima qualità della consulenza erogata, la Regione ha deciso di istituire un albo degli innovation manager regionali, che raccoglierà esperti o società di consulenza che saranno i soli a poter offrire i propri servizi alle imprese che vogliano beneficiare del voucher.

Passando ai bandi sugli investimenti produttivi e la transizione 4.0, i bandi di riferimento sono due: bando Medium e bando Large, che presentano caratteristiche quasi identiche fra di loro. La grande differenza tra le due misure è legata alla dimensione delle progettualità che vengono finanziati: da 50.000 euro a 200.000 euro per il bando Medium e da 200.000 euro a 1.500.000 di euro per il Large. Pertanto, viene riproposto un modello ormai fortemente utilizzato dall’Assessorato allo Sviluppo economico, che prevede misure diverse a seconda della dimensione dei progetti di investimento. I beneficiari, in entrambi i bandi, sono le Pmi operanti nel settore del manifatturiero e dei servizi alla produzione.

La misura prevede un contributo a fondo perduto, differenziato a seconda della dimensione di impresa e della zona in cui si trova la stessa, che varia dal 20 al 35% per micro e piccole imprese e dal 10 al 25% per le medie. I progetti saranno selezionati con una procedura a graduatoria che terrà conto principalmente di: qualità tecnica ed economico-finanziaria della proposta, grado di innovazione del progetto, impatto occupazionale, imprese a prevalenza femminile e giovanile, sostenibilità ambientale e ubicazione in aree di crisi. Inoltre, una forte premialità sarà data alle imprese in possesso di digital assessment, che quindi abbiano identificato un percorso chiaro di transizione digitale e i cui investimenti sono legati a tale percorso.

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