Economia

Presentato in Umbria il Manifesto per la nuova economia: "Puntiamo ad un Rinascimento economico"

Brunetta: “Il valore di capitali umani, ricchezza economica e finanziaria rappresentano un tesoro, che in queste reti si moltiplica al quadrato”

Nella cornice del dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, si è aperta la seconda giornata del convegno internazionale “Manifesto e frontiere della ricerca per un Rinascimento economico”. Una due giorni per discutere del “Manifesto per la Nuova Economia” che mira a diffondere i principi dell'economia civile nel mondo accademico e oltre.

Renato Brunetta, presidente del Cnel, ha partecipato all'evento con un messaggio audiovisivo in cui ha descritto il Cnel come “la casa dei corpi intermedi, aperta al futuro” sottolineando l’importanza di convergere i mondi della ricerca e della cultura con la società civile e il mondo universitario, per creare un dialogo fruttuoso e collaborativo. “Il valore di capitali umani, ricchezza economica e finanziaria rappresentano un tesoro, che in queste reti si moltiplica al quadrato” ha detto Brunetta, evidenziando la necessità di un pluralismo di opinioni per una sana democrazia liberale.

Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, ha delineato un quadro delle crescenti disuguaglianze e della necessità di riforme radicali nelle politiche pubbliche. “Il Manifesto rappresenta un potenziale di cambiamento del metodo della politica pubblica e della governance societaria del capitalismo” ha spiegato Barca parlando dell’importanza di decisioni orientate alla giustizia sociale e ambientale.

Mario Baldassarri, professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma, ha evidenziato la necessità di aggiornare le modalità di misurazione del Pil, considerando che oggi il 70% è costituito da servizi e ha aggiunto: “Il secondo punto è che economie e diseconomie esterne ci sono sempre state, ma noi ci siamo dimenticati di quantificarle. Dobbiamo perciò, ad esempio, iniziare a quantificare il deterioramento ambientale come deterioramento dello stock dell’ambiente, che va messo a detrazione del Pil”.

Stefania Cosci dell’Università Lumsa ha condiviso l’approccio della sua istituzione, dove gli studenti di economia recitano la “promessa Genovesi” impegnandosi nei temi dell’economia civile: “L’obiettivo è diffondere il sapere economico tra quanta più gente possibile, già dalla scuola primaria. Andremo a vivere in contesti sempre più difficili - ha continuato Cosci - dove avere competenze economiche sarà sempre più importante per i nostri giovani. In Italia il grado di educazione finanziaria ed economica è bassissimo, bisogna qui di favorire lo sviluppo di cittadini consapevoli della complessità dell’economia, che non si facciano ingannare dal politico che dice che tutto si può risolvere in modo semplice. È il solo modo per avere cittadini che possano operare scelte favorevoli al bene della collettività”.

Organizzato in collaborazione con Federcasse Bcc, Confcooperative, NeXt Economia e sostenuto da Fondosviluppo, Assimoco, Fondazione Giorgio Fuà, Fondazione Perugia e Gioosto, con il patrocinio di prestigiose associazioni come Sites, Sied, Siecon e Aissec, il convegno funge da tappa preparatoria per la sesta edizione del Festival Nazionale dell'Economia Civile, previsto a Firenze dal 3 al 6 ottobre 2024.

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