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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Schizza alle stelle il prezzo del tartufo: 4.000 euro al kg per l'oro bianco dell'Umbria

L'analisi di Coldiretti: "Si tratta di quotazioni record, causate dalla lunga siccità che ha frenato le nascite del pregiato tubero"

Fino a 4mila euro al kg. Così in alto è schizzato il prezzo del tartufo bianco per le pezzature superiori ai 50 grammi a causa lunga siccità che ha frenato le nascite del pregiato tubero. A rivelarlo è l'analisi di Coldiretti in occasione dell’allerta della protezione civile in 8 regioni vocate per la raccolta, dall'Umbria alle Marche passando per Calabria, Molise, Abruzzo, Toscana e Lazio. "Si tratta di quotazioni record - sottolinea l'associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana-, pari anche al doppio di quelle delle annate più favorevoli, fatte registrare alla borsa del tartufo bianco di Aqualagna, la prima ad indicare i valori della nuova stagione". 

A far innalzare il prezzo sono state le condizioni climatiche avverse segnate da un lungo periodo di assenza di precipitazioni perché "il Tuber magnatum Pico - precisa la Coldiretti - si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. L’arrivo della pioggia, se non ci saranno manifestazioni violente, fa dunque sperare cercatori e appassionati che affollano le mostre, le sagre e le manifestazioni dedicate al tartufo che coinvolge in Italia circa 200.000 raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti, per un business stimato attorno al mezzo miliardo di euro, tra fresco e trasformato".

E ancora: "La ricerca dei tartufi, praticata già dai Sumeri, svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici come dimostrano le numerose occasioni di festeggiamento organizzate in suo onore. Il tartufo - riferisce la Coldiretti - è un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia, il tartufo deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio".

Infine qualche consiglio culinario: "I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina - conclude la Coldiretti -. Il bianco (Tuber Magnatum Pico) va rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti e per quanto riguarda i vini va abbinato con i grandi vini rossi". 

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