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Le quote rosa sono obbligatorie: entro il 2026 donne nei consigli di amministrazione. Le Spa umbre che dovranno adeguarsi

Entro luglio 2026, tutte le grandi società quotate nell’Unione Europea (Ue) dovranno adottare delle misure per incrementare la presenza delle donne alla loro guida. Dopo dieci anni dalla presentazione della proposta, il Parlamento ha adottato in via definitiva la Women on Boards, la direttiva che prevede l’obbligo di partecipazione delle donne nei consigli di amministrazione. A leggere bene la norma prevede l’obbligo di rappresentanza del sesso sottorappresentato nel 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi e il 33% di tutti i posti di amministratore. nel 2021, solo il 30,6% dei membri dei consigli di amministrazione delle maggiori società quotate in borsa dell’UE era costituito da donne, con differenze significative tra gli Stati membri Francia all’8,5% a Cipro). In Italia, in particolare, si sono fatti molti passi in avanti – soprattutto grazie alla legge Golfo-Mosca del 2011 – se si pensa che nel 2003 la presenza di membri donna nelle società più grandi quotate era all’1,9%, mentre nel 2022 è salita al 39,6%.

Questa percentuale, rilevata dall’European Institute for Gender Equality, si avvicina parecchio alla soglia del 40% della nuova direttiva. Le piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti sono escluse dal campo di applicazione della direttiva. Ora che il Parlamento e il Consiglio hanno formalmente approvato l’accordo, la direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri dovranno attuare le norme entro due anni.

E in Umbria quali sono le aziende che, essendo quotate in borsa, dovranno osservare questa norma? Vediamole insieme: Brunello Cucinelli (Corciano); Algowatt (Narni); Go Internet (Gubbio) Quibyt (Orvieto). E ancora: Acciai Speciali Terni spa (Terni); Eurospin Tirrenica (Magione); GMF Grandi Magazzini Fioroni (Perugia); Colacem (Gubbio); Susa (Corciano); Monini (Spoleto); Scai (Bastia Umbra); Pietro Coricelli (Spoleto); Costa d’oro (Spoleto); Mignini & Petrini (Assisi); Colabeton (Gubbio); +Energia (Foligno); Sir Safety System (Assisi); Industrie Scaffalature Arredamenti (Bastia Umbra); Saci Industrie (Perugia); Umbria Energy (Terni); Fiorini (Bastia Umbra); Gesenu - Gestione Servizi Nettezza Urbana (Perugia); Umbra Acque (Perugia).

Ma perché quotarsi in borsa? Le imprese quotate in Borsa hanno maggiori opportunità di crescita e sono più profittevoli di quelle non quotate: essere in Piazza Affari diventa uno strumento di forza rispetto alle aziende non quotate soprattutto nei momenti più difficili dell’economia nazionale, con una maggiore attitudine alla resistenza alla crisi e una maggiore propensione alla ripresa. Inoltre per le aziende quotate l’accesso sul mercato del debito e del finanziamento bancario è agevolato potendo contare su una cassa interna meno limitata rispetto all’azienda non presente in Borsa. Infine, da non sottovalutare è il contributo che un’azienda quotata offre alla crescita economica del territorio”. 

Aggiornamento 28 novembre: Umbragroup specifica con una nota che l'azienda "non è quotata in borsa" e che ci sono "3 donne su 7 nel consiglio di amministrazione".

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