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Indietro tutta: persi altri 10mila posti di lavoro. La politica tace. Ora tutti a giocare a calcetto!

Il paziente Umbria non è ancora in coma profondo ma molte delle sue funzioni vitali ad oggi sono o compromesse o attaccate dal virus della crisi. I dati del Ministero del Lavoro

La situazione economica dell'Umbria peggiora. La caduta libera nel baratro della disoccupazione continua come una cascata alimentata da un fiume in piena. La politica non fa diga né a livello nazionale e regionale e non c'è nemmeno uno straccio di un accordo per un reddito minimo di cittadinanza (soldi veri, nelle tasche di chi non lavora e non ha altri redditi a cui attingere... il resto sono chiacchiere e scarsi servizi e formazione buona soprattutto per le agenzie che producono corsi).

I dati sono chiari e portano la firma del Ministero del Lavoro: "nell’ultimo trimestre 2016 il saldo tra persone che hanno attivato un rapporto di lavoro e quelle che lo hanno cessato è negativo per quasi 10mila unità". E quel poco di lavoro che resta ci ricorda l'Inps (settore Osservatorio Nazionale sul Precariato) "è sempre più precario e senza tutele, infatti, nei primi 2 mesi del 2017 solo 934 delle attivazioni effettuate (6.216 in totale) sono state a tempo indeterminato". Il paziente Umbria non è ancora in coma profondo ma molte delle sue funzioni vitali ad oggi sono o compromesse o attaccate dal virus della crisi che le ha paralizzate.

La Cgil, il maggior sindacato dell'Umbria, snocciolano ulteriori dati: "Nel corso del IV trimestre 2016 in Umbria le cessazioni sono state 41.943 per quanto riguarda i rapporti di lavoro, mentre le persone che hanno visto cessare il proprio rapporto di lavoro sono state 32.171. Basta un semplice calcolo, dunque, per capire quanto lavoro sia andato bruciato nel corso del 2016: la differenza tra lavoratori entrati in nuovi rapporti e quelli che ne hanno invece visto la cessazione sfiora le 10mila unità in negativo (-9.736 unità per l’esattezza)".

Lo dice il Ministero del Lavoro. Visto che il lavoro non c'è, usando le parole del Ministro Poletti, i nostri giovani faranno bene ad allenarsi seriamente nella speranza di essere convocati per la partita di calcetto della vita: luogo deputato, abbiamo scoperto, per cercare talenti da inserire nel pubblico impiego o in qualche cooperativa sopravvisuta alla crisi. Palla lunga e pedalare! Altro che master o specializzazioni professionale!

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