Economia

Umbria, stress termico: Regione, Inail e Inl insieme per tutelare i lavoratori più esposti al caldo

Agricoltura, cantieri edili e stradali e florovivaismo i settori maggiormente a rischio: "Tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori"

In un'estate iniziata da poco ma già segnata in questo 2021 da temperature elevate cresce il rischio di 'stress termico' per i lavoratori maggiornemente esposti al caldo, come quelli che svolgono la maggior parte delle loro attività all’aperto e addetti all’attività di cantieristica edile e stradale, all’agricoltura e florovivaismo.

"L’impatto dello stress termico ambientale sulla salute e sicurezza dei lavoratori deve essere pertanto attenzionato in relazione al possibile incremento dei rischi di tipo professionale - scrivono in una nota congiunta Regione, Inail e Ispettorato Interregionale di Roma (Inl) -. Nell’ambito delle attività congiunte regionali di prevenzione poste in essere da parte degli Enti competenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, perdurando anche l’eccezionale stato di emergenza sanitaria da Sars-Cov-2, si intende pertanto informare e sensibilizzare tutti i soggetti che operano nel sistema lavoro, in particolare nei settori produttivi maggiormente sottoposti a rischio da stress termico, sull’importanza dell’attenzione nella valutazione e nelle conseguenti misure da adottare per preservare le corrette condizioni di lavoro e tutelare la salute e sicurezza di chi vi opera".

Il Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori (D. Lgs. 81/08), ricorda poi la nota, "indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare 'tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori', compresi quelli riguardanti 'gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari' e specificamente il lavoratore esposto ad agenti fisici tra i quali il microclima, compreso il rischio di danni da calore, tipico delle attività lavorative svolte in ambiente aperto nei periodi di grande caldo estivo".

E ancora: "Nel richiamare la portata dell’impianto normativo volto a tutela la salute e sicurezza dei lavoratori e nel sottolineare l’importanza della prevenzione dei rischi a vantaggio della salute dei lavoratori e quale leva di efficacia e maggior competitività in una fase delicata e complessa come quella del riavvio post-pandemia quale quella che stiamo attraversando, si ricorda che anche per l’anno in corso è attivo il Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero della salute insieme al Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie (CCM). Tale sistema operativo consente il coordinamento centrale delle attività locali di prevenzione e l’attivazione del Sistema nazionale di previsione/allerta per ondate di calore, denominato Heat Health Watch Warning System: uno strumento che consente di modulare gli interventi di prevenzione in base ai livelli di rischio climatico e che prevede con un anticipo di almeno 72 ore l’arrivo di una condizione climatica a rischio per la salute". 

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