Economia

L'Umbria punta sul ricco mercato mondiale della nocciola: nel 2022 noccioleti in tutta la regione, 170 aziende coinvolte

Università e Regione in prima linea per lanciare questa rivoluzione agrocola. "Puntiamo ad essere la quinta regione italiana per produzione"

Alla fine del 2022 l'Umbria diventerà la quinta regione d'Italia per coltivazione della preziosa nocciola, uno dei frutti più richiesti dal mercato internazionale. Verranno impiantati complessivamente qualcosa come 1300 ettari di noccioleto. All'impresa (considerata una grande occasione commerciale per la nostra agricoltura) parteciperanno tre imprese capofila, alle quali sono collegate 170 aziende agricole, per un investimento complessivo di 12 milioni di euro. La Regione sarà un supporto fondamentale - bando per incentivare le imprese da 5,7 milioni di euro oltre che fondi europei già stanziati - come l'Università di Perugia che ha studiato le giuste strategie per una coltivazione del nocciolo di qualità e adatta alle caratteristiche dell'Umbria. 

L'assessore Roberto Morroni insieme alla Fondazione Agraria hanno coordinato i lavori di un summit  finalizzato sia al trasferimento agli operatori agricoli delle conoscenze acquisite da ricercatori ed esperti nel settore della coltivazione del nocciolo che ad una visita sul campo per analizzare da vicino i circa 54 ettari di noccioleti recentemente impiantati dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria. Il progetto umbro ha già visto l'interessamento di grandi multinazionali che si occuoano della trasformazione delle nocciole in ambito alimentare. Ma anche gli scarti sono molto in voga dato che rappresentano una fonte di calore utilizzata al posto del pellet per gli impianti di riscaldamento. 

LO STUDIO - Sulle scelte tecniche che le imprese agricole devono assumere al momento dell’impianto dei noccioleti è intervenuta la  professoressa Daniela Farinelli, dell’Università degli Studi di Perugia - Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali, che ha trattato l’importante tematica della individuazione della varietà più opportuna in relazione all’ambiente di coltivazione, della definizione della forma di allevamento e delle distanze di piantagione, della valutazione delle caratteristiche del sito d’impianto. Sono seguiti gli interventi di Tobia Fiocchetti, del Consorzio Nocciola Italia, sulla gestione dei noccioleti nei primi anni di vita degli impianti, e di Iacopo Bianconi, del Consorzio Produttori Agricoli Pro-Agri, sulla difesa fitosanitaria.
 

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