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L'ultimo che esce spenga la luce. Centro di Perugia in picchiata: persi 136 negozi, bar, alberghi e ristoranti

I dati dello studio di Confcommercio sulla Demografia d’impresa nelle città italiane. La richiesta di Confcommercio

Il centro storico di Perugia è sempre più povero, con sempre meno attività commerciali. Le serrate continuano anche se in forma più lieve negli ultimi anni. Ma se si confrontano i dati attuali con quelli pre-crisi del 2008 sono drammatici. Lo studio di Confcommercio sulla Demografia d’impresa nelle città italiane, conferma per Perugia un declino inarrestato e al momento inarrestabile: le imprese del commercio al dettaglio sono diminuite del 5% dal 2016 al 2019 nel centro storico di Perugia (298 nel 2016 contro le 284 del 2019); c’è un leggero calo dell’1% anche per gli alberghi, bar e ristoranti.

Il confronto con il 2008 fa emergere che sono diminuite nel centro storico del 32,4% (erano 420 nel 2008); forte diminuzione anche per alberghi, bar e ristoranti che nel 2019 hanno segnato un -14,6% rispetto al dato di dieci anni prima. Questa categoria di imprese presenta una variazione positiva nelle altre aree del territorio comunale, dove sono cresciute del 15% nel periodo 2008 – 2019.

"L’Umbria delle città e delle aree urbane che rinascono” ha sottolinea il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni “è una delle cinque priorità che abbiamo sottoposto lo scorso ottobre ai candidati degli opposti schieramenti in lizza per le elezioni regionali, in un’ottica di sviluppo dell’intera economia regionale. In questo momento i nostri uffici stanno lavorando ad una ipotesi di legge regionale speciale per la rigenerazione urbana, e al bando collegato. Su questi contenuti, Confcommercio Umbria chiederà presto un confronto con la presidente della Giunta regionale Donatella Tesei.”

La proposta di Confcommercio Umbria 
“Bisogna riportare vita, consumi, residenti e funzioni nei centri storici e nelle aree urbane, luoghi dove operano tante nostre imprese, che svolgono un ruolo essenziale di presidio e di servizio al territorio. Occorre adottare modelli di progettazione integrata e sistemica delle città con incentivi e servizi per ripopolare i centri storici di residenti e funzioni, per la riqualificazione delle periferie e per la rigenerazione sociale dei borghi”.

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