L'INTERVENTO Carla Spagnoli: "Povera FCU, “uccisa” dalla malapolitica..."

È ormai noto agli umbri, e soprattutto ai poveri pendolari, lo stato di degrado e abbandono della Ferrovia Centrale Umbra, un tempo fiore all’occhiello della Regione. A certificare questo stato di agonia ci ha pensato Legambiente, che nel suo nuovo dossier “Pendolaria” ha inserito la linea Terni- San Sepolcro tra le 10 peggiori linee ferroviarie d’Italia in quanto a disagi e stato delle strutture. Nulla di sorprendente, nulla di nuovo purtroppo: basta fare un giro tra le stazioni per vedere l’incuria più assoluta, l’abbandono dei
binari e l’erba cresciuta alla stazione di Sant’Anna e non solo! 

Basta parlare con gli “eroici” pendolari ancora rimasti ad usufruire del “servizio” (molti altri sono ormai scappati da tempo, e chissà se ritorneranno…) per ascoltare dalla loro voce tutti i disagi, i ritardi, i tempi biblici di percorrenza e le difficoltà con i bus sostitutivi che ancora oggi viaggiano al posto dei treni sulla tratta Perugia-Terni. Autobus spesso vecchi che percorrono strade interne fatiscenti e viaggiano costantemente con l’incognita del traffico nei vari paesi serviti! Ma si può viaggiare in queste condizioni nel 2019, in un paese civile? Che razza di servizio è questo per la cittadinanza??? Quella della FCU possiamo tranquillamente definirla come la storia di un “delitto perfetto” perpetrato da una sinistra umbra miope e scellerata che per anni ha abbandonato la Ferrovia al suo destino, senza fare i necessari interventi di manutenzione, né ordinaria né tantomeno straordinaria!!!

Persino l’allora Direttore del Servizio Ferroviario Mauro Fagioli, in un’audizione del 2017 in II Commissione Regionale, aveva “candidamente” ammesso che dal 2015 il livello di manutenzione della FCU era stato ridotto quasi a zero per mancanza di risorse!!! La Ferrovia Centrale Umbra fu chiusa interamente il 13 settembre 2017, dopo che erano già state chiuse le tratte Città di Castello-Umbertide per ragioni di sicurezza e Sant’Anna-Ponte San Giovanni per i lavori del raddoppio selettivo (peraltro ancora non finiti!) e dopo che in più punti la velocità dei treni era stata ridotta a 50 o addirittura a 30 km/h: insomma, una lenta e vergognosa agonia, pagata a caro prezzo dai pendolari!!! Oggi la FCU, dopo i lavori, è aperta da Città di Castello a Ponte San Giovanni ( a San Sepolcro è ancora chiusa) ma si viaggia sempre a 50 km/h e i disagi degli utenti non sono stati minimamente risolti! Peraltro si viaggia ancora sui vecchi e fatiscenti treni diesel (ma la sinistra tifa Greta contro l’inquinamento, per diamine!), nonostante la FCU sia elettrificata da San Sepolcro a Ponte San Giovanni e abbia “a disposizione”, si fa per dire, 4 treni elettrici “Minuetto”, costati circa 16 milioni e oggi abbandonati e vandalizzati perché mancano i pezzi di ricambio! 

Un vergognoso spreco di risorse pubbliche… Per quanto riguarda invece la linea Perugia-Terni nulla si è più saputo: Rete Ferroviaria Italiana l’ha di recente inserita tra gli asset ferroviari strategici nazionali, però ad oggi non c’è traccia di cantieri, né si è a conoscenza di un crono programma preciso per l’inizio e l’esecuzione di lavori. Ad ottobre ci sono stati soltanto lavori di pulizia e disboscamento di circa 10 km di linea tra Ponte San Giovanni e San Martino in Campo, per il resto il nulla assoluto! Questa è l’eredità lasciata agli umbri dalla sinistra, che per 50 anni ha avuto saldamente in mano il potere umbro fino alla sconfitta ingloriosa e senza appello delle ultime Regionali. 

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Ci auguriamo che la Presidente Tesei e l’Assessore Melasecche mettano la FCU al centro dell’agenda politica, facciano sentire la loro voce con le Istituzioni e mettano mano ad una situazione indegna, non più sostenibile: quella dell’Umbria isolata, senza collegamenti! Il cambiamento passa anche da questa sfida…

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