Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

L'INTERVENTO Angelini (Confimi): "Lo Smartworking nel pubblico non dovrà causare ulteriori ritardi sull’iter burocratico"

"Dpcm di Conte? C'è il rischio di conseguenze economiche irreparabili"

Pubblichiamo l'intervento-analisi di Nicola Angelini, presidente dell'associazione di categoria Confimi, che racchiude grandi eccellenze industriali umbre. Angelini analizza e mette in evidenza i rischio di un Dpcm del Governo all'insegna delle chiusure anticipate, un parziale semi lock-down. E lancia un appello: il forte ritorno dello smart-working del pubblico impiego non sia ulteriore aggravia di tempo che va a sommarsi ad una elefantiaca burocrazia.

**********
di Nicola Angelini -  Presidente di Confimi Industria Umbria

La salvaguardia della salute di tutti i cittadini e i lavoratori è e deve rimanere l’obiettivo principale del Governo e delle istituzioni ma far fermare o limitare drasticamente le attività delle imprese legate al mondo dell’agroalimentare, sportivo e culturale rischia di creare già nel breve termine conseguenze economiche irreparabili soprattutto nella nostra regione, causando gravi danni anche a tutto l’indotto ad esse collegato. Si rischia inoltre di interrompere definitivamente progetti imprenditoriali di sviluppo in atto, aprire fratture nella catena dei pagamenti e amplificare le morosità bancarie da parte delle imprese.

Il mancato pagamento di imposte e contributi per fermo lavoro, inciderà negativamente sulla finanza pubblica locale e nazionale e quindi compromettere le misure adottate dal governo e dagli enti locali a sostegno delle attività e categorie particolarmente colpite. Mi auguro inoltre che lo Smartworking, che coinvolgerà anche i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, non dovrà causare ulteriori ritardi sull’iter burocratico, creare difficoltà di accesso agli uffici e agli archivi cartacei. Ci sono servizi essenziali della PA che in ogni caso vanno resi e garantiti a tutte le imprese”.

L’Italia è un paese fondato sul lavoro eppure l’attenzione verso alcune categorie di imprese risultano discriminate. Troppo spesso ci dimentichiamo che sono le PMI, soprattutto quelle piccole e piccolissime, a rappresentare il 73,6% del PIL italiano. E troppo spesso dobbiamo constatare che alle imprese e quindi a noi imprenditori, si guarda più in termini di regolamentazione continua, che in termini di tutela.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'INTERVENTO Angelini (Confimi): "Lo Smartworking nel pubblico non dovrà causare ulteriori ritardi sull’iter burocratico"

PerugiaToday è in caricamento