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Giovani e impresa- la crisi c’è, ma le idee vincenti non mancano: in Umbria 118 startup innovative

Una startup innovativa ogni 7.600 umbri. Un altro dato incoraggiante: tra le società di capitali umbre, lo 0,55% sono start up innovative, rispetto allo 0,42% della media nazionale

In Umbria, alla data del 31 dicembre 2016, le imprese giovanili, quelle caratterizzate dalla partecipazione assoluta o maggioritaria di giovani con meno di 35 anni, sono 7.562 e rappresentano il 9,3% del totale imprese operanti in regione, una percentuale inferiore sia a quella dell’Italia che a quella dell’Italia centrale (rispettivamente 10,4% e 9,9%  sul totale imprese).

Con 169 imprese in meno rispetto allo scorso anno, nel 2016  le imprese giovanili umbre perdono il 2,2% (con percentuali diverse tra Perugia e Terni che perdono 1,7% la prima e 3,5% la seconda), un calo che accumuna tutte le regioni italiane (eccezion fatta per Basilicata e Molise che crescono del 4,7% e dello 3%) e che a livello nazionale segna un -2,6%, e vede nelle Marche la perdita più consistente del -5,4%. A livello provinciale le imprese giovanili sono localizzate per il 74,4% a Perugia e per il restante 25,6% a Terni, con due punti di differenza rispetto alla ripartizione territoriale del totale imprese (il 76,5% delle imprese a Perugia e il 23,5% a Terni).

E’ questa la prima immagine offerta dall’Osservatorio 2016 “Imprese Giovanili in Umbria: consistenza, caratteri, dinamiche” presentato per Unioncamere Regionale da Andrea Massarelli, che ne ha curato la stesura. L’Incontro annuale sull’Imprenditoria Giovanile organizzato dalla Camera di Commercio di Perugia e dal Comitato per l’Imprenditoria Giovanile della provincia di Perugia ha permesso di definire il profilo della base imprenditoriale riconducibile ai giovani imprenditori under 35.

Startup e innovazione Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia in una sua comunicazione di saluto ha sottolineato come “nelle start up innovative vediamo il futuro dell’imprenditoria, perché oggi tutti hanno bisogno di innovazione e le start up contano su brevetti e capitale umano altamente specializzato. Grazie anche a questi requisiti, il dato di incidenza della mortalità di tali imprese è minore rispetto ad altre”.

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