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L'Altro Natale, gli operai della Tagina meritano rispetto (e tredicesima): a che punto è la trattativa per vendere?

Dopo l'ennesimo rinvio e i silenzi da parte dei soci i dipendenti stanno perdendo la calma. Scatta il presidio davanti a quella che fu la fabbrica orgoglio del made in Gualdo

La Tagina è l'ultima grande fabbrica di ceramica di Gualdo Tadino. Le sue mattonelle, i suoi bagni e i suoi esterni hanno conquistato negli anni d'oro Stati Uniti, Russia e il mercato arabo. Oltre 500 dipendenti (sempre ai tempi d'oro), ora dopo la crisi economica dell'edilizia e una gestione forse non in linea con il mercato internazionale i vecchi soci cercano di venderla ai competitor storici di Sassuolo. Diverse trattative sono saltate, una è ancora in corso ma le bocche restano cucite. Un silenzio che non fa dormire la notte chi è rimasto, operai e dipendenti, che non hanno preso lo stipendio e non prederanno, se continua così, la tredicesima. Uomini e donne il cuo Natale è pieno di dubbi e paure anche perchè in molti oscillano tra 40 e i 55 anni di età.

Oggi dopo l'ennesimo rinvio della trattativa con gli acquirenti, una parte dei lavoratori coordinati dalla Rsu  e dalle organizzazioni sindacali Filctem Cgil e Femca Cisl. "Ad aggravare la situazione - spiega la Filctem Cgil - c'è il mancato pagamento della mensilità di novembre e della tredicesima, che anche oggi difficilmente verrà corrisposta. I lavoratori esasperati dall'incertezza del loro futuro e dalle difficoltà economiche non possono più aspettare”. Si chiede di sapere se ci sono speranze, il piano cessione, il punto sulle trattative. Si chiede a gran voce di pagare le tredicesime subito dopo Natale a questo punto.  Insomma si chiede di rispettare i diritti dei lavoratori, ma nessuno al momento risponde.
 

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