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"Siamo ormai all'ultima spiaggia": l'appello degli ex Merloni, 800 a rischio disoccupazione

Ultima spiaggia. Ottocento famiglie che rischiano di ritrovarsi senza una speranza e senza soprattutto cassa integrazioni e qualsiasi altro sostegno economico. Tempo di intervento rimasto: due mesi scarsi. E' questa in sintesi la situazione ufficiale e drammatica dei lavoratori ex Merloni: i lavoratori entrati con la Jp Morgan non hanno certezze e non lavorano da tempo. Quelli che invece sono rimasti fuori presto saranno tutti ufficialmente disoccupati: zero welfare e zero concrete prospettive di trovare un altro lavoro. Intanto è toccato ad un centinaio il 12 ottobre scorso. Più che ultima spiaggia, siamo all'ultimissima.  

“Da questo punto di vista – ha detto Filippo Ciavaglia, segretario provinciale Fiom Cgil nel corso della conferenza stampa sull'ex Merloni – è fondamentale la rimodulazione dell’accordo di programma (35 milioni di euro disponibili, ma ancora inutilizzati), anche attraverso una sua estensione geografica, coinvolgendo imprenditori e aziende che abbiano davvero la possibilità e l’intenzione di creare nuova occupazione. Insomma – ha chiarito il segretario Cgil – tutto quanto necessario per poter dare risposte vere alle persone rimaste senza lavoro”.

Le organizzazioni sindacali per trovare una sponda nella Regione dell'Umbria hanno chiesto alla presidente del Consiglio Regionale, Donatella Porzi, la possibilità di organizzare un incontro tra una delegazione di lavoratori, i sindacati e il Consiglio Regionale stesso, per consegnare ai rappresentanti umbri un messaggio chiaro: servono soluzioni immediate per evitare il disastro.

“Siamo all’ultima spiaggia, ma crediamo che ci sia ancora la possibilità di fare qualcosa per salvare almeno l’ultimo pezzetto di quella che, fino a poco tempo fa, era la più importante fabbrica manifatturiera della nostra provincia – ha detto il segretario della Fiom Cgil di Perugia, Maurizio Maurizi – Per questo siamo convinti che la ‘Vertenza Umbria’ non possa che partire da qui, dalla fascia appenninica e dai lavoratori ex Merloni, ma per poter avere qualche speranza di successo sarà fondamentale mantenere una totale unità di azione – ha sottolineato il segretario Fiom - in primo luogo tra organizzazioni sindacali”.

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