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LA DENUNCIA "Dirigenti mandati a lavorare in magazzino mentre gli operai scioperano"

Il primo dei 5 giorni di sciopero è partito oggi - 11 novembre - con tanto di manifestazione davanti ai cancelli del magazzino dell'azienda Grifo Latte. Contro l'azienda si scagliano i sindacati..

Dirigenti e amministrativi che dalla scrivania passano al magazzino a spostare caciotte e bancali di latte imbustato. Accade, almeno secondo i sindacati dei lavoratori, alla Grifo Latte dove sarebbe stata fatta questa scelta per arginare gli effetti del primo giorno di scioperto messo in atto dai 18 lavoratori del magazzino di Ponte San Giovanni che non vogliono passare sotto una cooperativa di servizi. "Denunciamo - hanno scritto i sindacati - l’atteggiamento tenuto oggi dall’azienda, che, per contrastare l’azione di sciopero dei lavoratori, ha addirittura messo a lavorare in magazzino alcuni dirigenti".

Gli operai dicono no al passaggio dall'azienda madre (la Grifo Latte) ad una cooperativa di servizi. Dicono no e per questo sciopereranno per 5 giorni perchè temono di essere riassunti (tutti?) con meno diritti, minor salario e tutele limitate. Per questo i 18 lavoratori del magazzino di Ponte San Giovanni - dove passano tutti i prodotti dell'azienda - hanno manifestato davanti ai cancelli dello stabilimento di Ponte San Giovanni con le organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. 

“La cooperativa – hanno spiegato ai cancelli i delegati Rsu Michele Caligiana e Fabrizio Tini - per offrire lo stesso servizio all’azienda necessiterà di solo 13 lavoratori. E questo comporterà per alcuni di noi il licenziamento, per gli altri un maggiore carico lavorativo, peraltro meno retribuito, con possibili ricadute anche in termini di sicurezza. Ancora poco chiara, inoltre, la questione dei quattro lavoratori delle categorie protette, ad oggi impegnati nel magazzino. L’azienda si impegna a riassorbirli, ma ancora non è chiaro quali mansioni andranno a svolgere”. 

I lavoratori in questi mesi, a loro detta, si sono impegnati a ricercare un’alternativa all’esternalizzazione del servizio, dando disponibilità per una maggiore flessibilità e all’uso dei contratti di solidarietà. Inoltre, all’inizio della vertenza i lavoratori, portando avanti un atteggiamento responsabile e rispettoso degli altri colleghi, hanno cercato  di tenere un profilo basso rispetto alla risonanza mediatica della vicenda, per evitare ricadute per l’azienda in termini di immagine. 

“Abbiamo cercato visibilità – hanno spiegato i lavoratori ai cancelli - solo quando abbiamo riscontrato accanimento nei nostri confronti, nella mancanza di volontà da parte dell’azienda di contrattare e cercare un compromesso. E poi ci sono stati i vari incontri con le istituzioni regionali – hanno aggiunto – ma anche questi non hanno aperto spiragli di speranza per il nostro futuro e neppure un’opzione di agevolazione per incentivare l’uscita volontaria di alcuni lavoratori dall’azienda”.

Sindacati e lavoratori non hanno nessuna intenzione di arrendersi: per questo è stato chiesto un nuovo incontro in Regione dove chiederanno un’assunzione di responsabilità e risposte certe da parte delle istituzioni regionali. Questo  nella consapevolezza che la Grifo Latte beneficia di risorse pubbliche (da parte del Psr) e rappresenta un patrimonio regionale da valorizzare.

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