Sabato, 18 Settembre 2021
Economia Assisi

Ex Fonderie Tacconi: tra odori molesti e necessità di garantire la produzione, la vicenda finisce davanti al Tar

Le precisazioni della F. A. spa dopo l'ordinanza del sindaco di Assisi: "Mai sforato i limiti di pericolosità delle emissioni, lo dicono i dati Arpa e Usl"

Ad Assisi è in atto un contenzioso che mischia interessi ambientali, di salute pubblica, di economia regionale e, in ultimo, anche la politica.

Stiamo parlando delle vicende che ruotano attorno alla F. A. spa, ex fonderie Tacconi, e al problema delle emissioni (al momento risolte con i controlli di Arpa e Usl) che per via della lavorazione dei prodotti, rilasciano odori disturbanti nell’aria.

Gli attuali gestori dell’azienda, subentrati alla precedente proprietà al momento del concordato fallimentare, hanno sottoscritto un protocollo con l’amministrazione comunale di Assisi che prevede il monitoraggio delle emissioni da parte di Arpa e Usl e la loro diffusione. E i dati sono confortanti, in quanto non sono mai stati sforati i livelli di allerta.

Secondo un comitato di cittadini, però, permane il problema dei cattivi odori che periodicamente invaderebbero l’aria, disturbando i residenti nella zona. Un problema che si verifica per 3 o 4 giorni con una certa periodicità, sostiene il comitato.

La sindaca di Assisi ha emesso un’ordinanza con la quale si impone all’azienda di eliminare, in 60 giorni, il problema odori. L’azienda, che sta per presentare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, oltre che far notare l’assenza di una legislazione regionale proprio in riferimento alle emissioni odorose, ribadisce la correttezza dei dati, riferibili alle misurazioni fatte da enti pubblici come Arpa e Usl.

L’azienda, d’altronde, è grande e lavora molto (tra i clienti anche la Ferrari) è può emergere che in alcune occasioni, a causa del vento o della lavorazione (a fusione della ghisa e dell’acciaio) dei prodotti, si producano e si diffondano odori particolari, ma che per le emissioni pericolose per la salute umana, non c’è mai stato alcun problema. Tanto che l’azienda ha reso noto che “le concentrazioni misurate che hanno dato seguito al provvedimento da parte del sindaco sono molto al di sotto rispettivamente di circa 100 e 1000 volte di quelle considerate tossiche”.

“Il 15 marzo 2021, l’Arpa ha presentato i risultati del primo trimestre di campionamento a tutte le parti interessate. I risultati del monitoraggio non presentavano alcuna problematica di carattere tossicologico per la popolazione angelana che risiede nelle vicinanze della fonderia. In data 16 giugno 2021 veniva trasmesso da Arpa un aggiornamento del report dei risultati del monitoraggio ambientale al Comune di Assisi dal quale nuovamente non vengono evidenziati problematiche di carattere tossicologico per la popolazione angelana” si legge in una nota dell’azienda, diretta da Alvano Bacchi.

L’azienda precisa anche che il Comune di Assisi non ha reso noto, così come previsto dal protocollo, i dati del monitoraggio e che “la F. A. Spa metterà a disposizione sul proprio sito internet i dati del monitoraggio condotto dall’Arpa attualmente in suo possesso”.

La F. A. spa impiega 320 dipendenti diretti e sviluppa un indotto che dà lavoro a circa 1.000 persone, realizzando prodotti impiegati dalle principali case automobilistiche mondiali, ed è connotata come “un’azienda green economy per eccellenza in quanto rappresenta un anello fondamentale dell’economia circolare nella quale l’azienda è inserita in quanto, oltre a fondere i rottami ferrosi produce dei rifiuti che sono successivamente impiegati per la produzione del cemento e dei laterizi”.

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