Da Merloni ad Jp Industries... la storia non cambia. Bomba esuberi sull'Umbria. La Tesei scrive al Ministro

La chiusura della amministrazione straordinaria con l’acquisizione nel 2012 da parte della JP Industries non ha garantito il rilancio dell’azienda

Un incontro immediato al ministero per capire cosa sta accadendo e come poter agire per evitare una ecatombe di esuberi, l'ennesima per l'ex Merloni dal 2012 ora JP Industries, dopo anni e anni di tavoli, cassa integrazione e soldi pubblici. Lo chiedono i presidenti dell'Umbria e delle Marche, rispettivamente Tesei e Ceriscioli, in una lettera ufficiale al ministro Stefano Patuanelli 

“L’azienda rappresenta da alcuni anni - si legge nella lettera inviata al Ministero dello Sviluppo Economico a firma dei presidenti Tesei e Ceriscioli - una della crisi industriali più rilevanti in Italia, sia in termini occupazionali, sia per le drammatiche ricadute che ha determinato e rischia ulteriormente di determinare sul tessuto economico e sociale di un ampio territorio compreso fra l’Umbria e le Marche”.

La gestione della crisi, nel tempo, ha visto attuare un accordo di programma che ha portato ad una articolata manovra di intervento ricorrendo a strumenti e risorse nazionali e regionali. La chiusura della amministrazione straordinaria con l’acquisizione nel 2012 da parte della JP Industries però non ha garantito il rilancio dell’azienda.

Nella lettera inviata al Ministro, i due presidenti hanno espresso preoccupazione per le “notizie apparse sui media in merito agli esiti di un confronto intervenuto tra organizzazioni sindacali ed azienda in cui quest’ultima avrebbe esposto i contenuti del piano concordatario e della connessa ristrutturazione industriale con una preoccupante e consistente riduzione dei livelli occupazionali”. Da qui la richiesta congiunta di Umbria e Marche “di un incontro che consenta al Ministero dello Sviluppo Economico ed alle Regioni di acquisire tutte le informazioni necessarie affinché, nel rispetto della procedura concordataria e tenendo conto della strumentazione esistente, sia possibile avviare un percorso in grado di dare positiva soluzione alla vicenda”.

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Anche il segretario regionale della Lega Umbria, l’Onorevole Virginio Caparvi, ha sollecitato la convocazione di un tavolo al Mise. “Dopo tanti anni di “limbo” il piano industriale di cui siamo venuti a conoscenza è sicuramente insoddisfacente – spiega Caparvi – e penalizza fortemente lo stabilimento Ex Merloni di Nocera Umbra sia dal punto di vista della forza lavoro, sia rispetto alla capacità produttiva del sito. Ho già inviato una richiesta al Ministero dello Sviluppo economico per sollecitare la convocazione di un tavolo su cui far convergere tutte le parti, comprese le istituzioni locali, per capire quali possano essere le soluzioni a salvaguardia dei posti di lavoro e a tutela di un territorio, come quello della fascia appenninica umbra, che ha dato tanto a queste aziende”.

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