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Economia

Energia e materie prime, prezzi alle stelle e aumenti monstre. L'allarme di Confindustria Umbria: "Ripresa a rischio"

Il presidente Briziarelli: "Prospettive preoccupanti. Entro la fine dell’anno e nella prima parte del 2022 le difficoltà potrebbero avere un impatto ancora più significativo"

Energia e materie prime, aumenti monstre e prezzi alle stelle. E le conseguenze - pesanti - piombano sulla ripresa dell'economia dopo la crisi da covid. Confindustria Umbria lancia l'allarme. Il consiglio generale degli industriali umbri, con una nota, denuncia "grande preoccupazione per il costante incremento dell’energia e delle materie prime che mette a rischio la ripresa industriale e che ha ricadute molto negative sulla economicità della gestione delle imprese". 

Gli imprenditori, spiega una nota, "evidenziano quanto sia critica la situazione attuale, e la prospettiva di medio periodo, in particolar modo per le industrie energivore che potrebbero subire impatti rilevanti sui livelli produttivi e occupazionali. La difficoltà di ribaltare sui listini di vendita gli incrementi dei prezzi dell’energia elettrica, quattro volte superiori a quelli del 2019, e quelli del gas naturale, aumentati di oltre il 500%, mette a dura prova la continuità aziendale e la sostenibilità delle produzioni. A rendere più critica la situazione è il mercato dei titoli emissivi che registra valori raddoppiati rispetto a settembre del 2020".

“I problemi legati alle catene di fornitura – ha sottolineato il presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli - erano già apparsi nei mesi scorsi, ma il perdurare di questa situazione genera prospettive preoccupanti. Entro la fine dell’anno e nella prima parte del 2022 le difficoltà potrebbero avere un impatto ancora più significativo”. 

E non finisce qui. Per Confidustria "ad aggravare le conseguenze derivanti dall’aumento dei costi dell’energia contribuisce l’incertezza connessa all’emergenza epidemiologica, che sta causando ulteriori rincari di alcune materie prime. Il prezzo dell’acciaio nell’ultimo anno ha registrato un aumento superiore al 150% e aumenti eccezionali riguardano anche i polietileni, il rame, il legno".

Interviene anche Ance Umbria, che, attraverso il suo Presidente Albano Morelli ha evidenziato come “gli effetti del caro materiali possano determinare una situazione insostenibile per le imprese, con gravi ripercussioni per gli appalti in corso e futuri, tanto da compromettere la realizzazione delle opere della Ricostruzione post sisma 2016, del Recovery Plan e gli interventi del Superbonus 110%”.

“Le misure che il Governo ha adottato – ha aggiunto Briziarelli – sono destinate al contenimento delle bollette delle famiglie, degli artigiani e delle microimprese. È ora però necessario intervenire con strumenti straordinari per il comparto industriale, da assumere in tempi rapidi. Le imprese sono impegnate nella transizione verso l’utilizzo di fonti energetiche decarbonizzate, ma al momento non ci sono alternative sostenibili al gas naturale, che rappresenta ancora il miglior combustibile disponibile dal punto di vista ambientale. Per l’avvicinamento agli obiettivi green in tempi ragionevoli è necessario assicurare un quadro regolatorio certo e specifici incentivi per favorire lo sviluppo di nuove soluzioni energetiche”.

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