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Centrale di Bastardo, interviene la Uiltec: "L'incontro in Regione è solo il primo passo"

La segretaria regionale Gramaccioni: "Restano i dubbi per quello che sarà il futuro, per la ex centrale a carbone, per la zona che vive una profonda crisi industriale, per un territorio intero"

Riceviamo e pubblichiamo, in merito alla vicenda che riguarda la centrale Enel di Bastardo, una nota del sindacato Uiltec.

"Regione dell'Umbria ed Enel si incontrano per decidere il futuro della Centrale di Bastardo che si avvia, per mancanza di progetti, alla chiusura definitiva.

La Uiltec, il sindacato degli elettrici, chimici e tessile, interviene sulla riunione svolta ieri in Regione, esprimendo apprezzamento per l'impegno delle attuali istituzioni, regionali e locali dopo anni di immobilismo progettuale. Un impegno che tenta di riaprire una partita che Enel fino a pochi giorni fa considerava chiusa. Restano tuttavia i dubbi di quello che sarà il futuro, per la ex centrale a carbone, per la zona che vive una profonda crisi industriale, per un territorio che ha avuto occupazione e sviluppo in modo diretto ed indiretto fino a qualche anno fa, grazie alla centrale Pietro Vannucci.

La Uiltec ripete la domanda che da mesi pone, sia ad Enel che alla Regione Umbria: che fare della centrale? Se da una parte arrivano impegni scritti sul futuro dell'altra centrale, quella di Pietrafitta, per Bastardo ci sono state promesse solo verbali. Tante parole dette a voce ai sindaci del territorio negli incontri romani con i vertici di Enel, ma mai finite sul piatto dei fatti concreti e tantomeno formalizzato con accordo e/o un protocollo d’intesa come è accaduto per Pietrafitta. Enel parla di spostamento dei dipendenti rimasti a Bastardo in altri siti della regione e si dimentica i fondi per la decarbonizzazione, pensa allo smantellamento della centrale, ma non si preoccupa di cosa fare una volta compiuta il "tabula rasa". Un territorio che ha bisogno di lavoro, di posti di lavoro, di economia non può essere lasciato abbandonato a sé stesso.

Al nulla, e al silenzio degli anni passati, si contrappone la preoccupazione del sindacato UILTEC, che da sempre ha messo in evidenza problematiche e mancanza di progetti".

"Enel per il processo di decarbonizzazione del parco impianti - afferma Doriana Gramaccioni, la segretaria generale dell'Umbria di Uiltec - ha previsto 14,4 miliardi di investimenti da impiegare per la realizzazione di servizi ed infrastrutture per il phase out del carbone. Oltre agli investimenti di Enel, il governo nel decreto legge 3 Settembre 2019, n. 101 ha previsto e stanziato fondi per la transizione energetica nelle industrie e per la riconversione occupazionale nelle zone delle centrali a carbone. La Uiltec a questo punto si domanda: perché rinunciare a questi ingenti finanziamenti previsti per l’uscita dal carbone? La UILTEC continua a chiedere con forza l’impegno di tutte le istituzioni ad operare affinchè venga realizzato un progetto green da ENEL a favore della collettività di Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e dell’intera regione, usufruendo dei canali di finanziamento previsti da parte di ENEL, del governo e della comunità europea".

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