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EDITORIALE Banca Italia conferma la svolta Umbria: record per export e turismo, +5% Pil e aziende più solide. Reggeremo (faticando) al caro-energia

Il 2021 e i primi nove mesi del 2022 sono stati all'insegna del rilancio dell'economia regionale. La crescita di fatturati e commesse in tutto il mondo permetteranno di arginare il drammatico aumento dell'energia e la crisi bellica internazionale. Ecco perchè

L'Umbria tiene, soffre questo fine 2022, ma tiene a livello economico. E tutto questo grazie ad uno straordinario cambio di passo (politico-imprenditoriale) avvenuto dal 2020-2021 e primi nove mesi di quest'anno. La forte collaborazione Regione-Imprese ha fatto la differenza per individuare finalmente sostegni, investimenti e progetti a medio termini calati perfettamente sulle esigenze del nuovo mondo del lavoro stravolto dalla pandemia e ora dal drammatico caro-energia e dagli effetti collaterali del conflitto in Russia-Ucraina (quest'ultima ovviamente vittima di una invasione dei propri confini). Grazie a questo recupero storico siamo pronti ad affrontare, con affanno e paura ma senza chiusure in serie e tagli all'occupazione (che resta stabile e precaria nonostante la crescita economica), il periodo più difficile.
 
Un merito dunque tutto made in Umbria, potenziato dai fondi del Pnrr su infrastrutture e nuova economia sostenibile (distretto dell'idrogeno, bio-plastiche e altro),  e una svolta digitale fortemente finanziata dalla Regione  e per il dimensionamento delle attività. Il report di Banca Italia sull'Umbria ha messo in risalto sia la svolta degli ultimi anni che la sofferenza contenuta per questi mesi invernali. "Nella prima parte del 2022 l’attività economica umbra ha continuato a crescere in misura sostenuta, favorita da una domanda robusta in tutti i principali settori. Nel primo semestre dell’anno il PIL dell’Umbria è cresciuto del 5,5 per cento. in linea con l’andamento registrato a livello nazionale". Tra i migliori risultati del Centro Italia e nettamente superiore al periodo 2017-19, dove pandemie, guerre e crisi energetiche non erano all'ordine del giorno. Era dunque una crisi interna. Il report evidenzia che il 31 per cento delle aziende ha rilevato nei primi nove mesi un aumento delle ore lavorate, un fatturato con un significativo recupero, su cui ha inciso anche il forte incremento dei prezzi di vendita. L’aumento dell’attività produttiva e delle vendite ha continuato a riguardare tutti i principali settori produttivi regionali".

Ma la mossa più azzeccata riguarda il turismo dopo nuove campagne informative nazionali, potenziamento dell'aeroporto fortemente voluto dalla Giunta Tesei e investimenti che hanno permesso di migliorare e accrescere l'offerta per l'accoglienza. "Nell’anno in corso è proseguita la forte espansione del turismo avviatasi nella seconda parte del 2021. Le presenze dei primi nove mesi sono risultate superiori del 39,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I flussi sono tornati nel complesso su livelli analoghi a quelli pre-pandemici; sono stati ampiamente superati per il turismo italiano e per quello nelle strutture extralberghiere (4,9 e 4,7 per cento, rispettivamente). Nel 2022 le presenze di stranieri sono più che raddoppiate. Tale andamento si è accompagnato allo sviluppo del traffico nell’aeroporto San Francesco, per due terzi legato a movimenti internazionali".

Funziona l'asse Regione-Sviluppumbria-Imprese per favorire, far conoscere il made in Umbria anche nei nuovi mercati mondiali, bnvesteno  Nel primo semestre la crescita delle esportazioni regionali si è intensificata:+ 34,7 per cento rispetto. L’aumento, più robusto di quello osservato in Italia (22,5 per cento), ha interessato tutti i principali settori ed è stato fortemente influenzato dalla dinamica qualita-prezzo. Anche l’export dell’abbigliamento è tornato a crescere. Solamente le vendite di prodotti agricoli c'è un leggero calo. Altro elemento che non si registrava da tempo: La domanda di, mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie ha ripreso slancio, riflettendo l’andamento favorevole del mercato immobiliare; nel settore residenziale le negoziazioni sono aumentate del 25 e le case sono tornate a recuperare valore grazie alla domanda in crescita.  

Nove mesi d'oro per l'Umbria nel 2022 che Bankitalia desume dall'intervista agli imprenditori: "In base al sondaggio Sondtel, nei primi nove mesi dell’anno oltre i due terzi delle imprese hanno registrato un aumento delle vendite; circa un quinto ne ha segnalato una sostanziale stazionarietà. La ripresa è stata più diffusa nel settore alberghiero e in quello del commercio". E ancora: la percentuale di imprese con almeno 20 addetti che prevedono di chiudere l’esercizio in corso con un utile è rimasta elevata; "il saldo rispetto a chi prefigura una perdita si è tuttavia ridotto".

Il quadro economico dell'Umbria fino alla fine settembre è stato certamente positivo come abbiamo spiegato analizzando i dati di Banca Italia. Una strategia che permetterà di resistere ai mesi peggiori, senza drammatici tagli e chiusure, ma sempre in attesa di piani di sostegno europei e nazionali che devono produrre effetti almeno entro la metà del 2023. Gli imprenditori per far fronte ai rincari hanno reagito soprattutto aumentando i prezzi di vendita. Un quinto delle aziende ha invece segnalato principalmente una compressione dei margini di profitto. Soltanto una su dieci si è orientata verso un ridimensionamento dei livelli produttivi con gravi riflessi presenti e futuri sull'occupazione. "Per i prossimi mesi le imprese non prevedono di mutare significativamente strage": scrive Banca Italia confermando una sostanziale tenuta produttiva, di numero di imprese e occupazione (destinata però a diminuire seppur con numeri nettamente inferiori rispetto alle previsioni). 

Gli investimenti in aumento sono relativi l’autoproduzione di elettricità  con tanto di accumuli ad uso proprio per tute  n : una strategia - per il futuro prossimo - che è stata sostenuta con fondi e nuovi regolamenti dalla Regione con il piano Solar Attack. Altri tipi di investimento però sarebbe congelati per via delle troppe incertezze internazionali: infatti, per il 2023 circa la metà delle aziende pensa di confermare i livelli di investimento dell’anno in corso; più di una su tre ne prevede un calo. La situazione è grave ma l'Umbria ha gli anti-corpi per superare questo inverno freddo ma dal 2023 Governo-Europa-Regioni devono trovare strategie per sostegni alle imprese e un prezzo calmierato di energia e metano. I

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