menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

L'INTERVENTO Flamini: "Si muore tutti i giorni sul lavoro perchè si è costretti ad accettare di tutto...come schiavi"

Riceviamo e Pubblichiamo l'analisi sulle morti sul lavoro del responsabile lavoro nazionale di Rifondazione Comunista

******
di Enrico Flamini *Segreteria Nazionale Prc, Responsabile Lavoro
Dall'inizio dell'anno nel nostro paese i morti sul lavoro secondo l'Osservatorio Indipendente di Bologna sono 146. Per l'INAIL i morti sul lavoro nel 2017 sono stati 1029, numero che contiene i lavoratori morti sulle strade e in itinere, ma non gli agricoltori schiacciati dal trattore. Solo negli ultimi tre giorni, oltre alle tragedie di Livorno e Bologna, i morti sul lavoro sono stati 11.
Una strage, un bollettino a cui vanno aggiunti anche gravi incidenti sul lavoro. I numeri parlano chiaramente: si tratta di una guerra non dichiarata contro i lavoratori, una vera e propria mattanza.  Le indagini verificheranno le responsabilità, che andranno colpite con il massimo rigore. Di sicuro, però, questi sono i risultati drammatici del fatto che in Italia manca ancora un piano nazionale per la sicurezza sul lavoro, un paese, il nostro, in cui si riscontrano ancora limiti inqualificabili, ritardi insopportabili e gravi inadempienze legislative.

Non solo. L'aumento della precarietà, la paura di perdere il posto di lavoro, ritmi sempre più veloci e flessibili sono elementi che hanno reso il lavoro sempre meno sicuro e consegnato i lavoratori al ricatto. E' giusto che la manifestazione nazionale del Primo Maggio sia dedicata al tema della sicurezza, ma non basta. Occorre una straordinaria mobilitazione nazionale affinché il nuovo Parlamento assuma il tema della sicurezza sul lavoro come centrale e prioritario.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento