Economia

DOSSIER IMMIGRAZIONE / 2 - Umbria, stranieri e lavoro: ecco i settori dove sono impiegati più degli umbri. Aumentano gli imprenditori: la mappa

Il dossier presentato di Anci ha ribadito che ne 2021 ammontano a 354.249 gli occupati in regione, tra questi, gli stranieri costituiscono l’11%

L'Umbria è la quinta regione del Paese in fatto di percentuale di cittadini stanieri a riguardo della demografia regionale: intorno all'11 per cento. Un datto molto più alto rispetto alla media nazionale che è dell'8 per cento. Una comunità straniera, molto giovane e formata soprattutto da donne, che rappresenta anche una risorsa per la forza lavoro e l'economia regionale sotto-forma di piccole e medie aziende e commercio. Il dossier presentato di Anci ha ribadito che ne 2021 ammontano a 354.249 gli occupati in regione, tra questi, gli stranieri costituiscono l’11% e risultano inseriti principalmente nel settore dei servizi (62,8%) anche se in misura minore degli italiani (68,8%), nell’industria (30,4%, rispetto al 28,7% degli italiani), tra cui l’edilizia (14,7%, rispetto al 6,6% degli italiani) e infine nell’agricoltura (6,8% rispetto a 2,4%). 

Una maggiore dinamicità del 2021 rispetto al precedente anno emerge dal conteggio dei rapporti di lavoro attivati secondo i dati dei Centri per l’impiego analizzati da Anpal, in base ai quali il 2021 ha visto un incremento del 16,6% delle assunzioni e una maggiore tenuta del mercato (+8.874 il saldo tra attivazioni e cessazioni nel 2021 in confronto a +3.293 nel 2020). E' ampia la partecipazione delle donne straniere al mercato del lavoro regionale, queste costituiscono infatti il 48,1% degli occupati stranieri (uno dei valori più alti del Paese, secondo solo alla Valle d’Aosta).

Sul fronte dell’imprenditoria nel quinquennio 2016-2021 le imprese condotte da immigrati hanno fatto registrare un incremento del 14,0%. Tale tendenza si conferma nel 2021, annualità segnata da un aumento del 4,1%. Alla fine dello stesso anno le imprese condotte da immigrati sono 9.434, per il 71,6 % con titolarità di cittadini extra Ue. Tra i settori di inserimento prevale quello dei servizi (54,3%), seguito dall’industria (33,4%) e dall’agricoltura (6,5%); tra i comparti spiccano il commercio (31,1%), le costruzioni (26,1%) e la ristorazione (7,8%). È ancora la comunità marocchina a contare il numero maggiore di titolari di impresa nati all’estero (il 15,3% del totale), nonostante una costante diminuzione che perdura da alcuni anni e che si conferma anche nel 2021; seguono i nati in Romania (14,6%), Albania (13,3%), Nigeria (6,7%) e Cina (5,9%).

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