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Martedì, 7 Febbraio 2023
Economia

DOSSIER 2022 da record per l'aeroporto San Francesco d'Assisi. I mesi di luglio, agosto e settembre hanno fatto registrare i risultati migliori di sempre

Si può affermare con una certa tranquillità che l’aeroporto San Francesco nel 2022 è entrato nella sua quinta fase di questo terzo millennio

Bisogna cavalcare il trend positivo, assicurando e potenziando rapidi collegamenti su gomma e su rotaie, oltre che accettare la sfida della sostenibilità ambientale ed ecologica ormai irrinunciabile anche e soprattutto per gli scali aeroportuali. Nell’ultimo anno prima del Covid, il 2019, il numero di passeggeri si era attestato a 219 mila. Il record di passeggeri si era avuto nel 2015, quando si era arrivati a 274 mila. Ad inizio ottobre 2022 si sono già superati i 300 mila viaggiatori e si stima che al 31 dicembre ci si possa avvicinare all’ambiziosa quota di 330 mila.

Dopo aver registrato nuovi record già a partire da aprile e maggio di quest'anno, con cifre crescenti, a giugno si sono raggiunti 41.382 viaggiatori. È un numero importantissimo visto che il record più alto di sempre per numero di viaggiatori risale ad agosto 2015 con 43.873 passeggeri. Inoltre, rispetto a giugno 2019 - quando i viaggiatori erano stati 21.731 - si è avuto un aumento del 90%. A luglio i viaggiatori sono saliti a 51.506, il 120% in più sul 2019 e addirittura +17,4% rispetto ad agosto 2015. Agosto con i suoi 55.742 passeggeri transitati sposta ulteriormente in avanti l’asticella: 4.236 viaggiatori in più rispetto a luglio 2022 e ben 11.869 rispetto ad agosto 2015.

Settembre si è chiuso con un dato pari a 47.828; anche in questo caso abbiamo una crescita notevole, sia rispetto allo stesso mese del 2019 con 21.870 (+119%), sia rispetto al più volte citato agosto 2015. Questi dati estremamente positivi favoriscono un confronto tra lo scalo umbro e gli altri aeroporti con volumi di passeggeri compresi tra 200 e 500 mila, e cioè Perugia, Lampedusa, Pescara, Comiso, Ancona e Trieste. Da qui emerge che il San Francesco è quello che ha fatto registrare rispetto al periodo prepandemico le performance migliori: +67,1%. A testimonianza che questo non era un obiettivo facile da raggiungere, basti considerare che ben quattro dei sei aeroporti presi in considerazione presentano un saldo negativo rispetto al 2019.

Fasi storiche dell'aeroporto. Si può affermare con una certa tranquillità che l’aeroporto San Francesco nel 2022 è entrato nella sua quinta fase di questo terzo millennio. La prima, compresa fra il 2000 e il 2007, caratterizzata da passeggeri stabilmente sotto quota 100 mila. La seconda, dal 2008 al 2011, dove i viaggiatori non hanno mai raggiunto la soglia dei 200 mila. La terza, dal 2012 al 2019, dove i passeggeri – fatto salvo il picco di 274 mila del 2015 – si sono attestati mediamente non molto al di sopra di quota 200 mila. La quarta, quella tremenda del Covid (2020-2021). La quinta, iniziata in questo 2022 e caratterizzata, per la prima volta nella storia dello scalo, dal superamento della soglia dei 300 mila viaggiatori.

Secondo Giuseppe Coco, ricercatore di Agenizia Umbria Ricerche (Aur), sono tre i fattori da tenere presenti per una crescita ottimale e sostenibile dell'aeroporto nei prossimi anni: "L'Infrastruttura. Il San Francesco è un aeroporto rinnovato nel 2012 dal famoso architetto Gae Aulenti. Si compone di otto padiglioni a pianta quadrangolare con copertura in rame che hanno inglobato il precedente terminal. L’opera era stata pensata per farci transitare mediamente fino a 500 mila passeggeri all’anno. Ma, sicuramente, non era stata pensata per affrontare picchi di passeggeri come è avvenuto questa estate. Per cui, senza stravolgere il progetto originario, c’è sicuramente una necessità di modificare la struttura in modo tale da non andare in sofferenza quando si hanno picchi di viaggiatori.

L'Intermodalità. Bisogna potenziare il più possibile i collegamenti su gomma, oltre che su rotaie, dello scalo, in quanto questo tipo di connessioni contribuiscono ad una crescita logaritmica dei passeggeri. La Sostenibilità ecologica. Gli aeroporti, nessuno escluso, sono chiamati a fare la loro parte nella grande sfida volta a rendere compatibile lo sviluppo del trasporto aereo con la tutela dell’ambiente. In particolare l'Umbria potrebbe essere la capofila per realizzare quelle azioni in grado di: a) sostituire i mezzi aeroportuali a motore termico con quelli a motore elettrico; b) rinnovare tutta l’illuminazione, compresa quella della pista, con lampade a led di ultima generazione dai consumi ridotti; c) favorire l’autoproduzione e lo stoccaggio di energia; d) ridurre la produzione dei rifiuti e al tempo stesso garantire un utilizzo circolare degli scarti; e) minimizzare il consumo di acqua potabile in modo tale da utilizzarla solo per gli usi realmente necessari; f) dare un’accelerata al processo di digitalizzazione".

La contemporaneità ci impone di essere collegati agli altri e di esserlo in modo veloce. La velocità degli spostamenti è vitale per qualsiasi territorio che voglia avere un futuro economico, culturale e relazionale attivo. E visto il successo di quest'anno, sarebbe un vero peccato non fare di tutto perché questo momento non sia solo un'eccezione ma l'inizio di una crescita continua. Anche perché questa infrastruttura geograficamente si colloca in una posizione felice: nel cuore dell'Italia centrale e quindi un’alternativa validissima agli scali di Roma, Firenze, Ancona.
 

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