Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

DOSSIER Il consumo di acqua in Italia. "La provincia di Perugia è tra le ultime nel risparmio dell'oro azzurro"

Molte regioni però stanno correndo ai ripari e il risparmio di acqua negli ultimi tre anni è stato il più alto di sempre. In Italia tra il 2017 e il 2020 è stato risparmiato circa il 2,3% di acqua potabile con la regione Liguria prima della classe

La dispersione idrica in Italia continua ad essere un grave problema. In testa alla classifica dei peggiori l’Emilia Romagna (+1,59%), Trentino Alto Adige (+2,18%) e Umbria (+7,79%) che hanno incrementato notevolmente l’utilizzo di acqua potabile dal 2017. La più virtuosa la Valle d’Aosta con un risparmio del 22,1%. E’ quanto emerge dal rapporto di prontobolletta.it. Andando a confrontare il consumo di acqua nella regione Umbria, questo è diminuito rispetto al 2014, ma è aumentato tra il 2017 e il 2020. È interessante osservare anche come la variazione del consumo di acqua tra il 2014 e il 2020 nella regione Umbria sia sotto la media nazionale di -5,71% mentre per quanto riguarda la variazione del consumo tra il 2017 e il 2020 la regione Umbria si trova ancora sotto la media nazionale di -2,32%.

In particolare, se si volesse stilare una classifica delle regioni italiane più risparmiatrici di acqua nell'arco temporale 2017-2020, la regione Umbria ricoprirebbe la 20º posizione con una percentuale del risparmio di 7,79%. Osserviamo più nello specifico la variazione del consumo di acqua per le singole province. Se si considerasse il periodo di tempo tra il 2014 e il 2017, per la provincia di Perugia il consumo di acqua è diminuito, con una percentuale di variazione del -6,48%. Tra il 2014 e il 2020, ultimo anno di rilevazione dell’Istituto statale di statistica (Istat), il consumo di acqua potabile di Perugia è aumentato. Prendendo invece a riferimento l'arco temporale 2017-2020, il consumo di acqua per la provincia è ancora aumentato.

In particolare, la variazione di consumo tra il 2014 e il 2020 per la provincia di Perugia si trova sotto la media nazionale di -5,71% e per quanto riguarda la variazione tra il 2017 e il 2020, la provincia di Perugia è di nuovo sotto la media del paese che ha fatto registrare un decremento del -2,32%. Inoltre, facendo una classifica delle province che hanno risparmiato più acqua tra il 2017 e il 2020, la provincia di Perugia occupa la 97º posizione con una percentuale del risparmio di 7,57%. Ciò significa che non c’è stato risparmio ma anzi i consumi sono aumentati del 7,57%. L’acqua è un bene che troppo spesso diamo per scontato ma sta iniziando a diventare sempre più prezioso. È di pochi mesi fa la notizia che sulla borsa americana verranno lanciati degli strumenti finanziari proprio sull’andamento del prezzo dell’acqua.

Gli investimenti nella Penisola sono aumentati del 17% rispetto al 2017 e continueranno a crescere nei prossimi anni, cercando di arginare gli effetti del cambiamento climatico, così come si sta già facendo nel mercato dell'energia. Un’ulteriore speranza viene dal Recovery Plan che contiene al suo interno tutta una serie di investimenti per riuscire a risolvere il problema delle reti idriche in Italia, specialmente al sud. La penisola sembra infatti essere divisa in due diverse realtà, con il mezzogiorno che soffre di una elevatissima dispersione. Proprio la perdita dell’acqua prima del suo effettivo utilizzo rischia, nei prossimi anni, di mettere in ginocchio tutto il settore primario del meridione con l'agricoltura e l’allevamento principali utilizzatori di acqua.

La risoluzione del problema non è semplice da trovare poiché gli effetti del cambiamento climatico, che influiscono sulla siccità e sugli incendi, sono ancora incerti. Bisognerà mettere in campo nuove politiche per scongiurare lo spreco di acqua sia a livello nazionale sia nella quotidianità di ognuno di noi. A livello nazionale il consumo di acqua è stato di 9.5 miliardi di metri cubi nel 2020, un ammontare davvero elevato se si pensa che equivale a quasi 450 litri giornalieri pro  capite. Siamo al primo posto nell’Unione europea per prelievo di acqua: il problema principale è la dispersione delle reti idriche che sfiora il 50%. Questo significa che per ogni litro utilizzato c’è un ulteriore litro che viene sprecato a causa delle reti di distribuzione.

Molte regioni però stanno correndo ai ripari e il risparmio di acqua negli ultimi tre anni è stato il più alto di sempre. In Italia tra il 2017 e il 2020 è stato risparmiato circa il 2,3% di acqua potabile con la regione Liguria prima della classe con una riduzione nell’utilizzo della componente potabile di quasi il 9%. A seguire troviamo Calabria (-8,00%), Friuli Venezia Giulia (-6,86%), Veneto (-4,33%), Basilicata (-4,03%) e Puglia (-3,86%). In settima posizione troviamo invece il Lazio che, nonostante gli ingenti investimenti nelle reti idriche della regione ancora non riesce a diminuire la forte dispersione di acqua, che nelle province di Frosinone e Latina è rispettivamente del 77,8% e 70,3%, le due province peggiori per dispersione d’acqua. Nelle ultime posizioni per risparmio invece troviamo Emilia Romagna (+1,59%), Trentino Alto Adige (+2,18%) e Umbria (+7,79%) che hanno incrementato notevolmente l’utilizzo di acqua potabile dal 2017.

Per quanto riguarda il costo della bolletta idrica, la media è di 448€ e si riferisce alla cifra spesa nel 2020 da una famiglia media, con un aumento del 2,6% rispetto al 2019. Analizzando più nel dettaglio, secondo le stime di Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, Frosinone balza in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media a famiglia di 845€, mentre Milano, a sorpresa, risulta essere il capoluogo più economico con 156€. Gli incrementi più elevati si registrano a Isernia (+27,5%), che lo scorso anno era la città più economica, e a Vibo Valentia (+21,5%).

Un altro problema emerge dialogando con i cittadini: questi infatti pensano di consumare meno acqua di quello che i dati ci dicono. Il 73% degli intervistati sostiene di consumare tra i 50 e i 100 litri di acqua al giorno mentre sappiamo che un italiano utilizza circa 240 litri al giorno, una media che ci colloca al primo posto in Europa con un consumo pari a circa il doppio degli altri paesi. Anche sul contenimento degli sprechi idrici, potremmo fare molto di più: il 94% dei cittadini della nostra indagine afferma di adottare accorgimenti per contenere gli sprechi di acqua,
ma nel dettaglio scopriamo che meno della metà ripara immediatamente guasti che provocano perdite e solo uno su tre ha installato miscelatori d’aria ai rubinetti e/o allo scarico del water. Quasi inesistenti le scelte di acquisto dei prodotti sulla base della loro impronta idrica.

Con un uso più consapevole e razionale di acqua, quantizzabile in 150mc invece di 192mc l’anno, una famiglia spenderebbe 328€ anziché 448€, con un risparmio medio di 120€circa a livello nazionale. Ad esempio, in un anno si possono risparmiare 42mc di acqua con questi piccoli accorgimenti: sostituendo, una volta su due, la doccia al bagno (risparmio di 4,5mc), riparando un rubinetto (21mc), usando lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (8,2mc), chiudendo il rubinetto mentre si lavano i denti (8,7mc), bere da rubinetto di casa invece che acquistarla imbottigliata: in questo modo oltre alle spese di trasporto si risparmierebbe anche sul costo totale: l’acqua in bottiglia infatti è considerata bene di
lusso e in quanto tale è applicato il 22% di imposta sul valore aggiunto (iva).

L’acqua che esce dai rubinetti delle nostre case è una risorsa controllata, sicura, economica. Per definire un’acqua potabile è necessario soddisfare alcuni requisiti (parametri di qualità) definiti per legge. Un’acqua potabile non deve contenere né microrganismi e parassiti, né altre sostanze in quantità tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana. Inoltre, non deve superare neanche determinati valori massimi di sostanze non propriamente nocive per la salute. L’idoneità viene stabilita sulla base di 62 parametri di qualità chimica, fisica e batteriologica
che l’acqua deve rispettare per essere considerata potabile. L’acqua è uno dei beni principali per una nazione e lo diventerà sempre più nei prossimi
anni, a causa dei cambiamenti climatici degli ultimi decenni.

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