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Economia

 Distretto di Filiera del Vino umbro, ecco che cosa farà: presentati gli assi strategici e gli obiettivi

Il Distretto del vino sarà strumento di sviluppo del comparto regionale al quale potranno aderire tutti i soggetti operanti nell’ambito della filiera enologica regionale interessati

Il neo nato Distretto di Filiera del Vino umbro annuncia importanti obiettivi per sostenere il comparto e favorirne la competitività: formazione e ricerca per l’aggiornamento continuo delle aziende, miglioramento delle performance produttive e potenziamento del settore, sviluppo unitario della promozione, commercializzazione e internazionalizzazione del vino e del territorio umbro, sostenibilità e sicurezza della produzione enologica regionale. Il sodalizioni di promozione del vino umbro rivestirà anche il ruolo di coordinatore e interlocutore privilegiato con le istituzioni, fungendo da stimolo per politiche di sostegno e sviluppo a livello locale e nazionale. Si occuperà, inoltre, di progettare e realizzare tutte quelle infrastrutture che, a livello logistico, possano risultare utili e opportune per la crescita del settore. Tutto questo in stretta connessione con le opportunità offerte dal PNRR e dal PSR, grazie alla sinergia tra tutti i partner istituzionali e tecnici e con la Regione dell’Umbria.

Questi propositi sono stati presentati nei giorni scorsi a Perugia, in un incontro a cui hanno partecipato l’assessore  all’Agricoltura e Ambiente della Regione dell’Umbria Roberto Morroni, Massimo Sepiacci, Presidente di Umbria Top Wines, Marcello Serafini Amministratore Unico di 3A - Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, insieme ai partner di mandato, ovvero Camera di Commercio dell’Umbria - Promocamera, Unione dei Comuni del Trasimeno, Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori dell’Umbria, Movimento Turismo del Vino Umbria e ITS Umbria Made in Italy - Innovazione Tecnologia e Sviluppo.

Il Presidente di Umbria Top, Massimo Sepiacci e il Direttore Gioia Bacoccoli hanno ripercorso la storia che ha portato al distretto, sottolineando come il progetto sia particolarmente complesso. Per l’Amministratore Unico del Parco Tecnologico 3A Marcello Serafini quello di oggi non è un punto di arrivo ma di partenza per i prossimi anni. “Non dobbiamo fare l’errore - ha sottolineato - di dare a questo distretto una caratterizzazione nazionale o, tantomeno, locale, ma lo dobbiamo pensare a livello internazionale. Per questo sarà fondamentale la costruzione regionale del brand del vino umbro quale leva importante in termini di mercato.” Serafini ha, quindi, spiegato che gli investimenti, finanziati dal Ministero, a cui peraltro solo attraverso il Distretto è possibile accedere, potranno riguardare diversi aspetti dell’attività vitivinicola, da quelli più tradizionali, come i capannoni, a quelli in ricerca, innovazione, formazione e promozione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo, la modernità e la sicurezza del settore”.

Che cosa è il Distretto Filiera del Vino Umbro

Approvato lo scorso 26 agosto, con il riconoscimento ufficiale dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e il conseguente accreditamento al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Distretto di Filiera del Vino umbro si appresta ora a tradurre in azioni concrete le strategie individuate in fase progettuale. Capofila dell’attività sarà Umbria Top Wines, con la fattiva collaborazione di diversi partner che hanno conferito mandato, a partire dal 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria. 

Potranno accedere ai progetti del DIF del Vino umbro, oltre a 108 tra cantine e Consorzi di Tutela delle diverse aree vitivinicole della regione, anche tutti i soggetti operanti nell’ambito della filiera enologica che intendano aderire al Distretto.

L’attività del Distretto di Filiera del vino umbro ha come obiettivi la creazione e il rafforzamento di una identità e di un’immagine unitaria e coesa del comparto; la crescita in termini produttivi e la valorizzazione dei vini autoctoni e di qualità secondo quanto previsto dalle norme UE (DOC-IGT-BIO); lo sviluppo del comparto e delle imprese in linea con i temi della ricerca, della sostenibilità e dell’innovazione. 

Il settore dei Distretti del Cibo, di cui si attende l’uscita del primo bando ministeriale entro l’anno, rappresenta in questo momento lo strumento più idoneo per garantire al settore le opportunità offerte dalla programmazione complementare al PNRR, con l’obiettivo di una crescente competitività e l’affermazione del Made in Italy. 

A questo proposito sono previsti, complessivamente, 1,2 miliardi di euro per l’agricoltura sostenibile nei settori agroalimentare, forestale, pesca, acquacoltura e florovivaistico, nella forma di contributi in conto capitale e finanziamento agevolato a copertura parziale degli investimenti (con possibilità di cofinanziamento con Cassa Depositi e Prestiti fino al 50%). 

800 milioni è, invece, la dotazione per la rivoluzione verde e la transizione ecologica, finalizzata a investimenti materiali e immateriali in azienda e innovazione di processo e, infine, 1,92 miliardi di euro sono previsti per supportare la realizzazione di nuovi impianti di biometano e biogas. Finanziamenti che saranno ripartiti unicamente attraverso lo strumento dei contratti di filiera e di distretto approvati e realizzati nei tempi.

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