Economia

Crisi, negozi moda in Umbria: oltre il 50 per cento in difficoltà, benino l'online. Decisa la nuova data del saldi

A due settimane dalla riapertura delle attività chiuse per mesi a causa dell’emergenza sanitaria, Federmoda Umbria Confcommercio ha voluto effettuare una prima indagine tra le centinaia di imprese associate

A due settimane dalla riapertura delle attività chiuse per mesi a causa dell’emergenza sanitaria, Federmoda Umbria Confcommercio ha voluto effettuare una prima indagine tra le centinaia di imprese associate per capire come sta andando la cosiddetta Fase 2. La maggioranza degli imprenditori, come era prevedibile, ha dichiarato un andamento delle vendite negativo nella prima settimana di riapertura rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (52,6%), ma c’è comunque una percentuale significativa di imprenditori che ha dichiarato un andamento stabile (21,1%) o addirittura positivo (26,3%). Per rilanciare il settore ai tempi del Covid19 è stata accolta la richiesta di posticipare i saldi estivi al 1° agosto, partita proprio dall’Umbria per dare un po’ di respiro alle imprese che hanno intere collezioni ancora invendute nei propri negozi. "E’ partita dalla nostra organizzazione umbra la richiesta di proroga anche per i versamenti relativi agli avvisi bonari, irragionevolmente esclusi da ogni agevolazione e finalmente previsti dal decreto Rilancio. La strada è ancora in salita, lo sappiamo, ma noi guardiamo avanti”: ha concluso Petrini.

Poco meno del 50 delle attività commerciali vendono anche online o sono completamente sul web: Solo per un 21,4% le vendite online di quest’anno sono state negative rispetto allo scorso anno. Per il 35,7% sono state stabili e per un più significativo 42,9% sono state positive. Un dato incoraggiante e dato il periodo spinge l'associazione di categoria a puntare su una maggiore diffusione della vendita online.  “Anche queste indicazioni ci sembrano molto significative” ha commentato il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio Carlo Petrini “Per agevolare le nostre imprese su questo percorso, stiamo predisponendo una guida al commercio online dal punto di vista fiscale, che metteremo presto a disposizione per fare finalmente chiarezza su molti aspetti importanti. Il lockdown ci ha stremato dal punto di vista economico - e per questo le imprese del settore abbigliamento e calzature, tra le più provate dall’emergenza covid, hanno estremo bisogno di essere sostenute soprattutto nella fase della ripartenza - ma ci ha anche insegnato molto. Partendo da questo, e con gli aiuti necessari e non ancora previsti anche per incentivare l’innovazione e il digitale, siamo estremamente motivati a ripartire".

Per rilanciare il settore ai tempi del Covid19 è stata accolta la richiesta di posticipare i saldi estivi al 1° agosto, partita proprio dall’Umbria per dare un po’ di respiro alle imprese che hanno intere collezioni ancora invendute nei propri negozi. "E’ partita dalla nostra organizzazione umbra la richiesta di proroga anche per i versamenti relativi agli avvisi bonari, irragionevolmente esclusi da ogni agevolazione e finalmente previsti dal decreto Rilancio. La strada è ancora in salita, lo sappiamo, ma noi guardiamo avanti”: ha concluso Petrini.

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