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Lavoro e miseria, devono pulire gli uffici: ma non hanno neanche i soldi per raggiungerli

Non prendono stipendi, non possono neanche più spostarsi con i mezzi propri o con quelli pubblici per andare da un ufficio all'altro. Accade a due aziende di pulizia che operano alle Poste e anche all'Enel

Non prendono stipendio da mesi, non hanno preso tutta la tredicesima, non hanno pagate le malattie e rischiano ulteriori tagli alle ore di lavoro che vuol dire ancora meno salario (già misero). Ormai una storia come tante in questi anni di "fame" senza "fama" e diritti. Loro sono come spesso capita donne: lavoratrici addette alle polizie per cooperative o aziende ( Cear ed Ecolux) che lavorano con strutture solide economicamente come le Poste Italiane e l'Enel. Non hanno neanche - beffa delle beffe - i soldi per potersi spostare (per lavoro) da un ufficio all'altro che devono però pulire per gli utenti e clienti. Non hanno denari infatti per il biglietto dell'autobus o del minimetrò. Non possono fare benzina alle proprie auto. Ma devono lavorare per non perdere il posto e anche l'appalto. La denuncia - per l'ennesima volta - arriva direttamente da Enrico Bruschi segretario provinciale della Filcams.

“Le lavoratrici sono esasperate, ma del resto, appalti del genere, in cui si guarda solo al ribasso, sono insostenibili" ha affermato “Nelle comunicazione che l’azienda ci ha inviato si sostiene che Poste paga in ritardo, Poste afferma il contrario. A scontare le conseguenze sono le lavoratrici, che già devono fare i conti con stipendi leggerissimi. Le più fortunate, infatti, riescono a mettere insieme ventiquattro ore alla settimana e 700 euro al mese, ma c’è anche chi si accontenta di
molto meno”.

Non migliore è la situazione dell'appalto delle pulizie delle sedi Enel della provincia di Perugia, dove la ditta che gestisce il servizio contatta telefonicamente le lavoratrici per informarle che dal 1 aprile verranno tagliati i sevizi e di conseguenza le ore di lavoro. La Ecolux, questa l'azienda appaltatrice, si giustifica, sempre telefonicamente, dicendo che il servizio è stato tagliato dall'Enel stessa e che quindi si trova costretta a ridurre i contratti. Invitata dalla Filcams Cgil a sedersi ad un tavolo per discutere i metodi e magari provare a

La Filcams ha invitato, dunque, le lavoratrici a non firmare nessun contratto con la riduzione oraria in attesa che la Ecolux sia disponibile ad un incontro. “Anche questo appalto – afferma Stefania Cardinali, segretaria generale Filcams Cgil Perugia - è ormai tristemente famoso da anni, sia a livello locale che a livello nazionale, e ci si domanda fin dove arrivino le responsabilità delle aziende che forniscono i sevizi e dove invece inizino quelle delle ditte appaltanti. Certo è – aggiunge Cardinali - che il mondo degli appalti delle pulizie sta diventando sempre più una giungla e che, come al solito, sono i lavoratori a pagare il prezzo più alto. Ci rifiutiamo a priori – conclude la segretaria Filcams - di pensare che non si possa fare di meglio in questa regione per questo settore martoriato”.

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