“Perugia Solidale” scende in piazza il 3 giugno e invita i cittadini: "Aumentano le chiamate di famiglie alla fame"

“Al Centralino telefonico della Spesa Solidale aumentano le chiamate di chi vive la difficoltà di mettere qualcosa in tavola"

Il comitato Perugia Solidale, che da due mesi ha attivato una raccolta fondi per distribuire sostegno alimentare gratuito a persone e famiglie che non hanno avuto accesso alle misure pubbliche di sostegno al reddito, invita tutta la cittadinanza a portare la sua voce mercoledì 3 giugno in piazza IV Novembre a Perugia alle ore 12, durante il consiglio comunale.

“Al Centralino telefonico della Spesa Solidale aumentano le chiamate di chi vive la difficoltà di mettere qualcosa in tavola. In tutta la città c'è l'incertezza dovuta alle spese di affitto, utenze, su come districarsi per accedere agli aiuti di stato e regioni, che però non arrivano o non sono sufficienti”.

Il Comitato Perugia Solidale ha PUBBLICATO dati della sua inchiesta che fotografano una situazione diffusa in tutti i quartieri di povertà crescente: chi era senza lavoro continua a non trovarlo, non tutti quelli che lo avevano lo hanno mantenuto, i requisiti di accesso ai bonus emergenziali escludono troppe persone senza reddito. “Per questo invitiamo alla Solidarietà e alla Partecipazione: portiamo una cassetta da alimenti vuota sotto il Comune di Perugia. Manterremo la distanza interpersonale di almeno un metro nel corso di tutta la manifestazione e anche in quell'occasione forniremo mascherine a chi non l'avrà con sé”.

I DATI DELL'INCHIESTA - il Comitato Spesa Solidale Perugia ha iniziato la sua attività il 17 Aprile 2020 mediante la consegna di buoni spesa e pacchi alimentari a coloro che sono entrati in contatto con il nostro centralino. Ad oggi, 17 maggio 2020, siamo intervenuti a favore di 131 nuclei familiari, per un totale di 435 persone, delle quali 146 minori e 24 anziani. Attualmente, di queste solo 39 sono lavoratori attivi, 122 hanno smesso di lavorare a causa del Covid-19, ma solo in 15 casi i rapporti sono stati formalmente sospesi, mentre il resto delle persone, che aveva contratti a tempo determinato, non sa se e quando riprenderà a lavorare.

Dai nostri contatti sono state avanzate, ai Comuni di residenza e all’INPS, 125 richieste di sussidio tra cassa integrazione e buoni spesa, ma solo in 40 casi questi sono stati erogati. Si riscontra, inoltre, che 58 persone ricevono altre forme di reddito (pensione di invalidità, pensione di reversibilità, pensione sociale, Naspi e Reddito di cittadinanza).

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Sul fronte abitativo 101 nuclei familiari vivono in affitto e solo 5 sono riusciti ad ottenere la rinegoziazione o l’interruzione, 14 pagano il mutuo, ma solo 1 è riuscito ad ottenere la sospensione.

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