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Covid, turismo in ginocchio e agenzie di viaggio a rischio: "Il lockdown è già un dato di fatto"

La denuncia di Confcommercio. Il presidente di Fiavet Umbria Federico Tagliolini: "Crollo del fatturato del 90%: senza aiuti adeguati da Regione e governo non riusciremo a sopravvivere oltre la pandemia". Manifestazione degli imprenditori ad Assisi

Le conseguenze del coronavirus. “Il futuro delle agenzie di viaggio, dei loro titolari e dei tanti lavoratori che hanno contribuito a costruire l’economia turistica umbra, oggi è letteralmente a rischio - denuncia Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria - . Per le agenzie di viaggio il lockdown è già un dato di fatto. Non ha senso calibrare gli aiuti alle attività turistiche sulla base del colore della zona in cui operano. Perché con il turismo azzerato, di fatto sono tutte in zona rossa".

Federico Tagliolini, il presidente di Fiavet Umbria, l’associazione più rappresentativa del settore aderente a Confcommercio, rincara la dose: “Le agenzie di viaggio hanno avuto accesso ad alcuni ristori, che tuttavia non consentano loro di sopravvivere fino alla fine della pandemia e alla ripresa del turismo. Lo abbiamo detto all’assessore regionale al turismo Paola Agabiti, chiedendo che la Regione attivi un nuovo intervento di sostegno per questo comparto, a nome delle 170 aziende umbre, delle loro famiglie, degli oltre 500 dipendenti che occupano. Finora la Regione Umbria ha messo a disposizione 1.700 euro per ciascuna agenzia, contributo che è stato gradito dalla categoria, ma che tuttavia scompare anche rispetto ai costi fissi che continuano a correre, compresi quelli di polizze assicurative e fondo di garanzia, seppure in questo momento il nostro fatturato sia pari a zero e si prospetti una perdita per l’anno in corso vicina al 90%. E’ del tutto evidente - sottolinea con forza il presidente di Fiavet Umbria - che si tratta di una situazione per noi insostenibile. E’ arrivato il momento che le istituzioni, a livello regionale e nazionale, ne siano pienamente consapevoli e si assumano la responsabilità della prevedibile scomparsa di tanti posti di lavoro. Le misure finora immaginate per il comparto sono del tutto insufficienti per andare avanti".

Il 13 novembre, intanto, alle 17, ci sarà ad Assisi la manifestazione di protesta degli imprenditori che vivono di turismo nella Piazza inferiore della Basilica di San Francesco. "Siamo dimenticati tra i dimenticati - dicono gli imprenditori di Assisi - . La filiera legata al turismo è allo stremo. La nostra categoria, da Assisi città simbolo di pace e solidarietà, chiede per noi e per tutti i colleghi d'Italia un'attenzione particolare. Occorre un intervento speciale, immediato e strutturale".

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