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Coronavirus, Confcommercio: "L'emergenza economica si sta facendo insostenibile"

Nuovo appello del presidente Giorgio Mencaroni: "Contributi e ristori devono arrivare alle imprese quando sono ancora in vita"

Aiuti economici alle imprese subito, non quando saranno già chiuse. E' l'appello lanciato dal presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni facendo notare come oltre all’emergenza sanitaria ci si trovi di fronte ad un'emergenza economica, con le imprese stremate da ritardi e incertezze.

Secondo Confcommercio Umbria i fondi di misure e bandi, da Governo e Regione, "devono arrivare subito alle imprese umbre, di tutti i settori. Bisogna accelerare i tempi perché è a rischio la cancellazione di un’Umbria produttiva che, ovunque, ha fin qui svolto un ruolo determinante per la crescita e la coesione sociale".

Per Mencaroni "bisogna fare presto! Tra valutazioni, graduatorie, rendicontazioni e liquidazioni passano i mesi. E questo fa la differenza tra la vita e la morte delle imprese, specie per quelle di più piccole dimensioni".

Come nel caso previsto dal decreto Ristori, che assicura contributi a fondo perduto anche a chi aveva già beneficiato di contributi con il decreto Rilancio, ma già moltissime di quelle imprese non esistono più.

Da qui l'invito ad accelerare per quanto riguarda il bando Re-Start, velocizzando le istruttorie e stoppando le lungaggini burocratiche.

Le imprese non possono continuare a lavorare in queste condizioni, tra limitazioni e in un contesto economico drammatico, sostenendo costi fisse e senza incassi. La richiesta è anche di intervenire con moratorie fiscali e creditizie più ampie ed inclusive.

"Tranne poche categorie – conclude il presidente Mencaroni – tutto il sistema imprenditoriale umbro risente l’impatto dell’emergenza sanitaria. La crisi ha colpito duro gran parte del terziario: commercio, turismo, ristorazione, servizi, trasporti, professioni. Senza indennizzi immediati adeguati alle perdite, le imprese penalizzate dalla crisi non possono sopravvivere".

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