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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia

Coronavirus, CulTurMedia: "La Regione si adoperi per non far collassare cultura e turismo"

Ragnacci, responsabile regionale dell'associazione di settore di Legacoop: "Svincolare le risorse accantonate per i grandi eventi non realizzati e individuare altri sostegni più duraturi"

I ristori previsti dal governo non bastano e in Umbria il mondo della cultura, del turismo, dello spettacolo e dello sport chiede così aiuto alla Regione. A lanciare l'allarme è Matteo Ragnacci di CulTurMedia, settore Cultura Turismo Comunicazione di Legacoop che intende valorizzare e dare voce all’insieme delle esperienze cooperative che operano nei settori dei beni culturali e dello spettacolo, del turismo, dell’informazione e della comunicazione.

"Siamo preoccupati dal progressivo aumento dei contagi e dei decessi nella nostra regione - spiega Ragnacci - e dalle connesse misure restrittive per fronteggiare la pandemia Sars-cov 2 che mettono in forte crisi il settore della cultura, del turismo, dello spettacolo e dello sport. Musei, cinema, teatri, ristoranti, piscine, scuole circo, spettacoli dal vivo e palazzetti sportivi che in Umbria associano oltre 200 cooperatrici e cooperatori in forma cooperativa e circa 1000 lavoratori compresi gli stagionali e gli intermittenti dello spettacolo, stanno subendo una crisi senza precedenti. Nel periodo post lockdown ci siamo adoperati insieme alle cooperative associate per dare un contributo fattivo agli sforzi che tutto il paese doveva sostenere. Abbiamo innovato il nostro modo di lavorare, mettendo la sicurezza al primo posto e ci siamo resi disponibili a essere parte attiva della ripresa. Ora abbiamo bisogno di certezze e di strategie serie e condivise in grado di far sopravvivere il settore".

Da qui la richiesta di aiuto: "La Regione si adoperi subito per dare sostegno immediato alle tante aziende della cultura, dello spettacolo e del turismo che stanno rischiando di chiudere definitivamente i battenti. Una regione che fa del patrimonio artistico e culturale il suo fiore all’occhiello, non può e non deve lasciare questo settore alla deriva, senza provare ad attivare la dovuta liquidità da sommare alle compensazioni previste dal Decreto Ristori e Ristori Bis. Chiediamo nuovamente di svincolare le risorse accantonate per i grandi eventi non realizzati e di metterle subito a disposizione e di reperire altri e più duraturi sostegni finanziari. Non possiamo permetterci di far collassare un tessuto sociale ed economico legato alla filiera della cultura e del turismo perché produrremo un danno irreparabile all’identità stessa della Regione Umbria".

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