Giovedì, 13 Maggio 2021
Economia

Zero clienti e prenotazioni, il grido d'allarme degli agriturismo umbri: "Sospendere subito le imposte locali"

Il presidente Cia Umbria Matteo Bartolini: "Nessuna prospettiva per il futuro della stagione turistica"

Pasqua da dimenticare per il settore degli agriturismo con l'immobilismo totale e una perdita del 100%, cioè zero turisti, zero prenotazioni, zero incassi. Per i titolari delle strutture ricettive della campagna umbra il fine settimana pasquale era il momenbto in cui si avviava la stagione turistica con prospettive per il 25 aprile e il 1 maggio, ma adesso non si prevede alcuna ripresa.

"Questa emergenza economica - dice il presidente Cia Umbria Matteo Bartolini - deve essere affrontata con la giusta sensibilità: facciamo un appello affinché si sospendano al più presto le imposte locali, in primis Imu e Tari. Per gli agriturismi, soprattutto, il ragionamento è semplice: se non avranno presenze turistiche, non produrranno rifiuti, per cui risulterebbe iniqua la Tari".

Per quanto riguarda gli agnelli invenduti, Cia Umbria lancia un appello alla grande distribuzione, affinché si scelga di acquistare dalle aziende umbre.

"Si deve evitare l'abbattimento di questi animali e trovare al più presto una modalità di ritiro e consumo della carne di agnello invenduta, pensando di destinarla alle strutture sanitarie pubbliche, all'industria dell'alimentazione infantile o al pet food -  conclude Bartolini - Dobbiamo pensare a una rete di sicurezza, una safety net, per quelle produzioni alimentari che restano invendute in questa drammatica fase".

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